mercoledì 26 giugno 2013

Insalata di pollo marinato con salsa allo jogurt


Frutta e verdura di stagione. Sembra un'utopia ormai. O meglio tutti vogliono tutto sempre, senza pensare a due punti che per me ormai sono diventati fondamentali: prezzo e sapore.
Se vogliamo possiamo sorvolare sul fattore costo, in fin dei conti ognuno è libero di spendere quanto desidera per il proprio cibo, ma pagare 4 euro un chilo di pomodori completamente insapori mi sembra un'esagerazione incredibile. Ammetto che quando faccio la spesa sbircio nel carrello altrui e quasi sempre la gente compra la stessa roba: pomodori, lattuga, mele, e poco altro. Se solo pensassero a quello che si perdono... Esistono frutti e ortaggi coltivati dietro casa nostra che costano un'inezia e ci ripagano di quei pochi euro spesi in gusto e salute.
Sarò viziata io o stiamo perdendo di vista l'obiettivo fondamentale della cucina? 
Prodotti di ottima qualità che ci permettano di preparare ottimi piatti. 
Ecco perchè questa sfida dell'MT mi piace da impazzire. Realizzare un'insalata non è semplice come sembra e se non si usano prodotti freschissimi e possibilmente di stagione il risultato sarà solo una cozzaglia di colori senza gusto. E dire che basta poco. Seguite il mio consiglio: uscite dai supermercati che vendono solo prodotti importati da chissà dove e fatevi un giro nei mercati locali o dai piccoli rivenditori vicino a casa, non ve ne pentirete.

Ora passiamo alla mia insalata. Pochi ingredienti e una semplicità imbarazzante che però ha trasformato quello che poteva essere un contorno abbastanza usuale in un piatto unico perfetto per la cena.

Ingredienti per 2 persone:
300 gr di petto di pollo a dadini
100 gr di fagiolini
8 foglie di lattuga
4 pomodori da insalata
5 fettine sottilissime di pane insemolato
1 rametto di rosmarino
qualche ciuffo di timo
mezzo vasetto di jogurt bianco intero
olio extra vergine d'oliva
1 cucchiaino di mostarda
sale

Lo so, la lista degli ingredienti sembra lunga, ma la preparazione è di una semplicità incredibile.
Mettiamo il prima possibile il pollo a marinare con qualche cucchiaio d'olio, il timo e il rosmarino tagliati grossolanamente. Se possibile lasciamo così in frigo per tutta la notte in modo che il sapore delle erbe penetri il più possibile nella carne, altrimenti ci accontentiamo di una marinatura di almeno un'oretta. 
Facciamo bollire i fagiolini in acqua salata e quando sono pronti, scoliamo e lasciamo freddare.
Laviamo con cura la lattuga e i pomodori, asciughiamo e tagliamo, poi versiamo tutto in una ciotola abbastanza capiente con i fagiolini.
Metà del lavoro è fatto. 
Ora non ci resta che far cuocere su una piastra ben calda il pollo, lasciamolo saltare per bene ma non cuociamolo troppo altrimenti risulterà stopposo. Lasciamo intiepidire prima di aggiungere alle verdure che altrimenti appassiranno velocemente, per non parlare dei pomodori che potrebbero inacidire a tempo record.
Facciamo tostare su una padella antiaderente le fettine del pane.
Per preparare la salsa mescoliamo bene lo jogurt con la mostarda e 2 cucchiai d'olio, aggiungiamo un pizzico di sale e a piacere una spolverata di pepe.
Uniamo il pollo alle verdure e mescoliamo bene mentre cospargiamo con la salsa. Disponiamo su un piatto da portata e  infine adagiamo in cima i crostini che così resteranno ben croccanti.





giovedì 20 giugno 2013

Insalata colorata d'estate









Dopo aver glissato per la seconda volta la sfida dell'MT, non senza dispiacere, sono corsa a vedere la sfida di giugno speranzosa di trovare qualcosa che mi fosse affine e sicura che avrei trovato il tempo di realizzare una ricetta fantastica stavolta. Non sono rimasta delusa. 
La Cesar's salad in senso stretto e le insalate in generale rientrano tra i miei piatti preferiti e questa sfida cade proprio a pennello. Di recente ho riscoperto la magia della verdura, che uso spesso per preparare dei piatti unici che si possano mangiare anche freddi o dopo una brevissima scaldata al microonde, perchè non so da voi, ma a Cagliari l'estate è esplosa all'improvviso e accendere i fornelli equivale al suicidio.
Sta di fatto che dopo l'entusiasmo iniziale ho iniziato a riflettere sul fatto che anche se l'idea mi allettava tanto, una preparazione come quella richiesta dal regolamento non era troppo semplice da inventare, e infatti per qualche giorno sono rimasta in meditazione nella speranza che qualche idea mi attraversasse il cervello. Poi mentre facevo la spesa l'ispirazione è arrivata e a casa nel giro di poco tempo ho creato quella che sarebbe diventata la mia cena di ieri. Ne sono rimasta piacevolmente colpita, proprio perchè con pochi ingredienti e una spesa modesta ho preparato un piatto fresco e soprattutto colorato.
Ora per chi non le ha mai mangiate è il caso di sprecare due parole sulle patate viola. Le ho sempre viste in tv ma mai nei banchi del supermercato, quindi quando le ho adocchiate non ho potuto fare a meno di comprarle sperando di riuscire a farci qualcosa. Non vi aspettate le solite patate ma di colore doverso, qui anche il sapore cambia. E' caratteristico il retrogusto di castagna e la consistenza un pochino farinosa che le rendono adattissime per preparare gnocchi o purè di sicuro effetto scenico. Chi pensa che siano qualcosa di innaturale e modificato geneticamente però sbaglia, infatti sono una qualità di patate molto antica che proviene dal Sudamerica, quindi niente paura. Anzi, provatele perchè sono davvero buone.
E ora la ricetta!

Ingredienti:
6 foglie di lattuga freschissima
250 gr di patate viola
125 gr di gamberetti già bolliti
100 gr di salmone affumicato
2 pomodori da insalata
50 gr di pane di ricotta tagliato a dadini
un bel ciuffo di basilico
sale e pepe
olio extra vergine d'oliva

Mettiamo a bollire le patate con un cucchiaio d'olio nella acqua per ammorbidire la buccia e agevolare poi la pelatura. Intanto laviamo e asciughiamo bene l'insalata e tagliamola non troppo sottile, lo stesso per i pomodori. Trasferiamo in una ciotola abbastanza capiente.
Quando sono pronte sbucciamo le patate, tagliamole a fettine abbastanza sottili e lasciamole raffreddare, poi uniamo alle altre verdure nella ciotola. Aggiungiamo i gamberetti e il salmone tagliato a listarelle sottili.
Iniziamo a condire con sale e pepe.
Laviamo il basilico, asciughiamolo e tritiamolo finemente, poi uniamolo a mezzo bicchiere d'olio. Due cucchiai di quest'olio aromatizzato vanno messi in una padella antiaderente in cui faremo tostare i dadini di pane di ricotta. A questo punto, con l'olio rimasto condiamo l'insalata e iniziamo a comporre il piatto. Nel fondo del piatto da portata disponiamo le altre tre foglie di lattuga opportunamente lavate e asciugate, poi adagiamo l'insalata e infine i crostini. 
Se avete tempo consiglio di lasciare il basilico nell'olio anche per tutta la notte in modo che l'aroma penetri maggiormente.



domenica 9 giugno 2013

Sformato di ricotta e bietola


Primo giorno di mare.
Finalmente è arrivato il momento giusto e la giornata giusta.
Sveglia con calma, pasta e cappuccino al bar, capotte della macchina abbassata e via verso Costa Rei, una delle più belle località di mare della Sardegna. Sì, c'era un po' di vento ma niente che potesse rovinare una location così bella. Appena arrivati poi per prima cosa siamo andati da Nando. 
Credetemi vale la pena spenderci due paroline. 
Nando è un pittoresco personaggio che gestisce un chiosco in riva al mare, cagliaritano DOC per lui l'ospitalità è sacra e tratta tutti come se fossero amici di vecchia data senza lasciarsi andare a stupide formalità da ristorante di classe. Il suo carattere è una delle attrattive principali del chiosco, ma non meno importante è la bontà della cucina che serve. 
Onestamente non so neanche se con i prezzi che fa gli resti qualche spicciolo in tasca.
Noi con 45 euro abbiamo avuto: due spritz come aperitivo, vino, acqua, una teglia enorme di zuppa di cozze e arselle, verdure grigliate, polpo con patate (e chiariamo che era un polpo intero), spaghetti con i frutti di mare e un fritto misto freschissimo. Avessi mangiato tutto questo in un ristorante a Cagliari avrei speso almeno 30 euro a persona. 
Certo, abbiamo mangiato con piatti di plastica su tavoli malandati, ma volete mettere la felicità di mangiare davanti al mare cristallino mentre la brezza ricca di salsedine ti sfiora il viso?
Bè è una sensazione che auguro a tutti almeno una volta nella vita.


Ora, visto che nel fine settimana ci concediamo delle cose molto goduriose capirete che entro settimana mangiamo cose rapide e leggere che si possano preparare con anticipo. L'esempio classico è lo sformato che si può personalizzare in mille modi diversi: io ho sfruttato della bietola e della ricotta che avevo in casa e nel giro di un'oretta la cena era pronta.

Ingredienti:
300 gr di bietola
250 gr di ricotta
3 uova
sale
noce moscata
olio

Laviamo bene la bietola e facciamola bollire finchè non sarà cotta, poi facciamola raffreddare in uno scolapasta in modo che l'acqua accumulata durante la cottura venga eliminata. Intanto lavoriamo la ricotta con le uova, un pizzico di noce moscata e una presa di sale. Aggiungiamo la bietola tagliata grossolanamente e mescoliamo bene. Ungiamo una teglia con dell'olio e versiamoci dentro il composto.
Inforniamo a 190°C per circa 45 minuti, poi lasciamo raffreddare sformiamo e serviamo tiepida o fredda.

martedì 4 giugno 2013

Torta sabbiata farcita con dulce de leche



Vi capita mai di non avere idea di cosa preparare a pranzo o cena?
A me sì e anche spesso. E dire che ho una trentina di ricettari da cui potrei attingere facilmente, ma manca sempre un ingrediente o il tempo, e quindi ultimamente, in casa mia si mangia solo roba semplice e poco elaborata. Pasta al sugo, molta frutta e molta verdura, niente di troppo elaborato che valga la pena di fotografare e postare qui. Però si sa, ogni tanto un dolcetto ci vuole e con una bella giornata di sole a zero vento bisogna approfittarne e buttarsi nella mischia tra farina, uova e zucchero. Secondo me è sempre la terapia migliore contro lo stress e visto che tra un po' il forno diventerà off limits (spero) mi ci dedico ora che le temperature sono ancora miti. Possibilmente usando nuovi ingredienti, come il dulce de leche.
Alzi la mano chi sa che cosa è.
Per me era solo un barattolino comprato per caso. Mi sembrava una salsa caramellosa, ma non avevo idea di come usarla e quindi è rimasto in dispensa per mesi fino a che la mia solita impazienza mi ha dato l'occasione giusta. Comunque, per la cronaca, il dulce de leche è un dessert a base di latte e zucchero che si fa cuocere fino a che non diventa color nocciola mescolando continuamente. E' tipico del Sud America dove si prepara in casa o si trova direttamente sugli scaffali del supermercato in baratttolo come quello che ho acquistato io.

E' iniziato tutto così: volevo fare una torta e ho optato per una torta sabbiosa. Avevo tutti gli ingredienti e mi sono messa subito a mescolare tutto ma con le dosi dimezzate e in pratica la ricetta stravolta. Durante la cottura come mio solito ho aperto il forno e al centro è scesa un pochino lasciando però i bordi belli alti e corposi. Era proprio quello che stavo aspettando. Mi è bastato riempire la concavità con la crema ed ecco qua una torta deliziosa farcita in pochi secondi.
Vi do gli ingredienti originali della torta e poi quelli della mia versione ridotta, cotta con uno stampo da circa 13-14 cm di diametro.


Ingredienti per la ricetta originale:
220 gr di burro
200 gr di zucchero
150 gr di fecola di patate
70 gr di farina
3 uova 
2 tuorli
1 bustina di lievito vanigliato

Le mie dosi:
100 gr di burro
100 gr di zucchero di canna
100 gr di farina + amido per torte soffici
2 uova grandi
la scorsa di mezzo limone
2 cucchiai di succo di limone
mezza bustina di lievito vanigliato.

Accendiamo il forno a 170°C.
Lavoriamo il burro con la frusta, poi aggiungiamo le uova e infine zucchero, farina e fecola, scorsa e succo di limone. Infine il lievito. Mescoliamo bene e inforniamo in uno stampo imburrato e infarinato per bene.
Se tutto andrà bene avrete una torta alta da mangiare anche senza farcitura. Se invece avrete la mia stessa fortuna otterrete un dolce molto umido e leggermente acidula che si sposa molto bene con il dulce de leche.