lunedì 26 novembre 2012

La ricetta per il contest di Giacomo Picariello: frollini agrodolci speck e timo con cuore di uvetta

Ecco un altro partecipante al mio contest: Giacomo Picariello. Mi ha mandato una mail con la sua proposta, decisamente insolita come lo fu il gelato caprese che presentò per il contest di questa estate sul gelato.
Ovviamente la sua ricetta non poteva essere qualcosa di convenzionale...
Ovviamente vi posto la sua mail senza cambiare una virgola!



Frollini agrodolci speck e timo con cuore di uvetta


Questi frollini sono ideali per un aperitivo.
Sono molto versatili, infatti si possono accompagnare a formaggi molli, come
ricotta, stracchino, crescenza, ma anche a formaggi a pasta dura o semidura,
come grana, parmigiano, provola e via dicendo.
Io li ho abbinati a dello yogurt magro e a degli zucchini marinati al timo
(marinatura con aceto, sale, olio, timo).
Unica controindicazione (come dicono in famiglia dopo averli spazzolati): uno
tira l'altro!!!!
:-)

Ingredienti per circa 40 frollini:
60gr di zucchero;
125gr di burro morbido;
pizzico di sale;
50gr di speck a fette;
1 cucchiaino di timo tritato;
2 tuorli d'uovo;
50gr di latte fresco;
220gr di farina di tipo "00";
una punta di cucchiaino di lievito vanigliato;
uva passa.


In una boule montare il burro con lo zucchero, sale e timo, finche il composto
diventi spumoso.
Quindi aggiungere i tuorli ed il latte e continuare a montare.
Per ultimo aggiungere la farina setacciata con il lievito ed amalgamare bene
con una spatola.
Tritare lo speck ed aggiungerlo al composto.
Formare con un sac-a-poche con bocchetta liscia i frollini.
Mettere in ciascun frollino un acino di uvapassa ed infornare con forno ben
caldo a 170°C per circa 12min.
Servire freddi.
Buon appetito!!!!
:-)




domenica 25 novembre 2012

Le mie arancine al salmone


Ammetto sinceramente che le arancine di riso non erano al top nella mia classifica di piatti tipici siciliani.
Adoro i cannoli, stravedo per il cous cous, la cassata poi, che ve lo dico a fare?
Ma le arancine proprio mi davano l'idea di qualcosa di impossibile da mandare giù, se non accompagnate da almeno 1 litro d'acqua. 
Ho passato anni a tergiversare su questa preparazione.
Poi, un giorno, il grande passo.
Mi decido a lasciare il cannolo per dolce e provare a superare le mie personalissime Colonne d'Ercole chiedendo un'arancina ripiena di ragù.
Siedo su una panchina e la guardo: è enorme. Da dove comincio? 
Ste mi guarda divertito e mi esorta all'assaggio.
Lui le conosce bene, ha avuto una fidanzata siciliana.
Va bene, ci provo.
Do' un morso, e poi solo l'estasi....
Immaginavo che il riso fosse asciutto e il sugo poco. Ma mi sbagliavo, e di tanto.
Riso succoso, un ragù portentoso, e poi la crosticina croccante che si rompe sotto i denti.
Da allora quando mi imbatto in qualche friggitoria siciliana non rinuncio alla mia arancina.
Ma farle a casa è un'altro paio di maniche.
Ci vuole tempo, organizzazione e tanta buona volontà. Però non vi pentirete.
Io ho dimezzato le dosi rispetto alle dosi di Roberta, ma la cucina dopo sembrava comunque un campo di battaglia. 
Sono uscite 7 arancine belle grandi, e per essere sicura della riuscita ne ho portate due a lavoro da un'amica che come al solito si presta a farmi da cavia. Sia lei che la titolare hanno gradito.
A casa Ste mi ha fatto i complimenti, e credetemi, solitamente è molto critico.
Quindi un altro grazie alla squadra dell'MT per avermi convinta a provare!


La ricetta è quella di Roberta, ovvio.
Ve la riporto uguale, ma tenete conto che ho dimezzato le dosi perchè in casa siamo solo in due, e che ho usato il riso Roma che avevo in casa.
In corsivo c'è la ricetta del mio condimento al salmone, tutto il resto è opera di Roberta, la mia omonima!


PER IL RISO 
1 kg di riso originario (alcuni usano il Roma)
2,5 l circa di brodo vegetale (con carota, cipolla, sedano)
una bustina di zafferano
50 g di burro
50 g di parmigiano grattugiato
una cipolla medio-piccola
olio evo q.b.
sale q.b.

PER LA LEGA (ne resterà molta, ma occorre poter immergere bene l'arancina)
800-900 ml d'acqua
la metà di farina
una manciata di sale

PER LA PANATURA (ne resterà molto anche qui) 
700-800 g di pangrattato

PER LA FRITTURA 
3 l di olio di semi di mais (o comunque abbondante per poter friggere in olio profondo)

Il riso va preparato con qualche ora d'anticipo, perché al momento della preparazione delle arancine dev'essere ben freddo.
Preparare il brodo vegetale con gli aromi. 
Una volta pronto, rimuovere la carota, il sedano e la cipolla di cottura e sciogliere lo zafferano nel brodo. Regolare di sale.
In un tegame capiente, dare un giro abbondante di olio evo e fare appassire la cipolla tagliata finemente. Versare il riso e fare tostare un pochino. 
Versare nel tegame buona parte del brodo, non tutto in modo da poterne aggiungere all'occorrenza regolandosi in funzione del tipo di riso e della sua cottura. 
Fermare la cottura quando il riso sarà al dente e si presenterà piuttosto compatto (ovvero non dev'essere cremoso come un tipico buon risotto!). 
Immergere il tegame nel lavello riempito d'acqua fredda (evitando che l'acqua entri all'interno) e mantecare con il burro e il parmigiano grattugiato. 
Se serve, per abbattere la temperatura ed evitare che il riso continui a cuocere, rinnovare l'acqua fredda dentro il lavello.
Una volta tiepido, versare il riso dentro una teglia e lasciare da parte affinché raffreddi completamente. 
Poi coprire con carta d'alluminio e conservare in frigorifero per almeno 3-4 ore.

PER LA BESCIAMELLA AL SALMONE
Mezzo litro di latte
50 gr di burro
50 gr di farina
noce moscata
sale
150 gr di salmone affumicato.

Mettiamo in un tegame del burro, quando sarà sciolto aggiungiamo tutta la farina e mescoliamo bene.
Il composto deve staccarsi dalle pareti.
Poi aggiungiamo il latte a filo mescolando bene per evitare che si formino dei grumi.
Aggiustiamo di sale e aggiungiamo un pizzico di noce moscata.
Cuociamo a fuoco lento per far addensare la salsa.
Una volta pronta facciamo raffreddare e aggiungiamo il salmone tagliato a dadini.
Ecco pronta la farcia per le nostre arancine.

Fatto questo siamo pronte ad assemblare le nostre arancine.

Prima di tutto disporre a portata di mano tutti gli ingredienti necessari e attrezzarsi di vassoi, teglie, scodelle…. la preparazione delle arancine è una specie di catena di montaggio (bella in compagnia!) che diventa più piacevole, o comunque meno stressante, se preventivamente organizzata.

Cominciare dalla preparazione della "lega". 
Si tratta della pastella di acqua e farina che serve a sigillare l'arancina e a creare una base per la panatura con il pangrattato che aiuterà a conferire doratura, spessore e croccantezza al punto giusto. 
Versare l'acqua in una scodella profonda, aggiungere la farina, una bella manciata di sale e amalgamare bene con una frusta. 
Tenere da parte e passare alla creazione delle arancine.

Ci sono vari modi per formare e farcire le arancine, questo secondo me è il procedimento più semplice anche per chi le fa per la prima volta ed è anche quello che consente di organizzare e distribuire meglio il lavoro. Perché in pratica bisogna prima fare tutte le sfere o gli ovali, poi fare il buco, poi farcirle. 

Con una mano prendete un po' di riso in base alla grandezza dell'arancina che desiderate. 
Poi, girando con tutte e due le mani, date una forma ovale se volete farle al burro. 
Posate la "futura" arancina su un vassoio e ricominciate fino a terminare il riso. 
Lasciatele riposare per una mezz'ora, in modo che raffreddino (anche se il riso era freddo di frigo, col calore delle mani si saranno un po' scaldate) e che il riso si compatti rendendo poi più facile la farcitura.

Se prevedete di fare anche quelle ovali, procedete con queste prima di passare al ripieno delle precedenti. In questo caso, con il pollice occorre fare una pressione al centro per lungo, spingendo anche in questo caso verso il basso e sui lati.

A questo punto passare alla farcitura. 
Con la punta delle dita prendere un po' di condimento e inserirlo all'interno del buco precedentemente creato. 
Poi chiudere l'arancina: un po' spingendo "la conza" - il condimento - verso il basso, e un po' cercando di portare in avanti il riso per chiudere l'arancina. Girare l'arancina tra le mani per darle la forma e per rendere la superficie liscia e compatta, senza buchi o piccole fessure. Posare l'arancina con il ripieno sul vassoio e passare ad un'altra, fino a completarle tutte.
Al termine, lavare le mani e ripetere l'operazione con un eventuale secondo ripieno.

Quando tutte le arancine saranno pronte sul vassoio, passare alla "lega". 
Dare qualche colpo di frusta alla pastella per riprendere l'amalgama di acqua e farina e a questo punto immergere singolarmente le arancine dentro la lega, poggiandole poi sul vassoio, fino al completamento dell'operazione per tutte le arancine. 
Io preferisco separare lega e panatura per fare in modo che la lega scoli un pochino dall'arancina al vassoio e non finisca a fiotti dentro il pangrattato creando un mezzo pappone che poi finisce sulla superficie delle arancine. Scolando, tra l'altro, la lega resta uno strato sottile, sottile sarà la panatura e sottile e croccante sarà la crosticina finale. 

E ora la panatura.
Versare il pangrattato dentro una teglia e, ad una ad una, passare ogni singola arancina dentro il pangrattato, pressandole bene con le mani per "saldare" bene lega e pangrattato, per rendere compatta la superficie delle arancine e, all'occorrenza, per riprenderne un pochino la forma.

E finalmente la frittura!
Versare l'olio in una friggitrice o in un tegame piuttosto alto. 
Quando l'olio sarà ben-ben-ben caldo, immergere le arancine per 2-3 minuti o comunque fino a quando non risulteranno dorate in superficie.


domenica 18 novembre 2012

TUTTI I BISCOTTI CHE VUOI, un piccolo contest sotto le feste


Un'idea in testa.
Ogni anno, da almeno dieci anni.
Sotto le feste si fanno i biscotti.
Non so neanche io perchè, ma per me sono il simbolo dello stare insieme.
Nuvole di farina, il forno acceso, e tanti aromi che si mescolano nell'aria. 
C'era sempre qualche amico che mi faceva compagnia mentre stavo con le mani in pasta. 
Non toccavano nulla, per carità, guardavano e basta chiacchierando con me del più e del meno.
Credo di aver preparato 3 chili di frolla un anno, salvo accorgermi che erano veramente troppi.
Così è nata la tradizione di regalarne ad amici e parenti.
Lo scorso anno ne ho preparato per tutti i colleghi: una fatica immane, ma che soddisfazione!
E anche quest'anno sono pronta per la grande sfida, a patto di stare al passo con gli altri impegni.

E ora entrate in gioco voi care amiche.
Voglio scoprire le vostre ricette e trucchi a riguardo.
Non scherzo quando dico che siete per me fonte di ispirazione con tutte le vostre creazioni e che vi stimo nonostante non abbia la possibilità di conoscervi di persona.

Vediamo le regole :
  1. Si partecipa con ricette di biscotti. Tutti quelli che volete e con qualunque preparazione, forma e dimensione. Avete assolutamente carta bianca.
  2. Postate il link della ricetta qua sotto se possedete un blog, ma se così non fosse mandatemi una mail con foto e sarò lieta di pubblicarla.
  3. Il banner deve comparire nella vostra home page o nella pagina dedicata ai contest, nonchè nel post della ricetta scelta. Ovviamente con collegamento a questa pagina.
  4. Potete seguirmi qui o sulla pagina Facebook se vi va, ma sapete che per quanto mi riguarda la cosa non è obbligatoria. Non indico dei contest per arruffianarmi qualche lettore in più.
  5. Potete partecipare con tutte le ricette che volete.
  6. La ricetta non deve partecipare ad altri contest.
  7. Le ricette devono essere postate dalla mezzanotte del 19 novembre a quella del 7 gennaio 2013.
E ora il regalo.
Non posso parlare di premio vero e proprio perchè sapete che normalmente scelgo personalmente un pensiero per la vincitrice o vincitore, senza appoggiarmi a nessuno sponsor. Quest'anno probabilmente sceglierò qualche articolo Tescoma, ho già adocchiato qualcosa di simpatico e utile sul sito.

Credo di aver detto tutto.
Ma se così non fosse chiedete pure.
Aspetto con ansia le vostre dolcissime creazioni!

CHI PARTECIPA:

  1. Is gueffus di Raggomitolando
  2. Le coccole di Anna Moroni di Di buon gusto
  3. I frollini agrodolci speck e timo con cuore di uvetta di Giacomo Picariello
  4. I biscotti d'autunno di Pensieri in pentola
  5. I biscotti al Rooibos di DOLCEAMARO
  6. Le esse alla vaniglia di A tutta cucina
  7. I bisco-flakes di Il caffè delle donne
  8. I biscotti alla cannella e zenzero di Un giorno senza fretta
  9. I biscotti di vetro profumati alla cannella di Puffin in cucina
  10. Torcetti di sfoglia di Ricette della Kety
  11. Biscotti a quadri di Le mie ricette collaudate
  12. Girelle da appendere di Le mie ricette collaudate
  13. Cannoli alla frolla di Le mie ricette collaudate
  14. Biscotti bigusto di Le mie ricette collaudate
  15. Vanillekipferl di Beuf à la mode
  16. Baci di dama di Soul and Kitchen
  17. I biscotti di Natale di Tennis a tavola
  18. I biscotti alla crusca d'avena e jogurt al cacao di La luna dei golosi
  19. Le Roselline di frolla montata al cacao di A tutta cucina
  20. I biscotti secchi tipo Oro Saiwa di Pink Daisy in cucina
  21. I biscotti con pinoli e mandorle di Pink Daisy in cucina
  22. Pasticciotti alla crema di Rossetto e cioccolato
  23. Biscotti al lievito di Rossetto e cioccolato
  24. Cantucci con fichi secchi, mandorle e cioccolato fondente di Profumo di semolicità
  25. Biscotti segnaposto di L'angolo cottura di Roby
  26. Baci di dama alle castagne e cioccolato bianco di Sara non sapeva cucinare
  27. biscotti per l'albero di Natale di Un cestino di ciliegie
  28. Biscotti alla farina di castagne di L'ennesimo blog di cucina
  29. Casetta di biscotti di Tra cucina e pc
  30. Biscotti di Natale di Paprica e cannella
  31. Stelline alla vaniglia di Mani in pasta qb
  32. Biscotti cuor di mela di Chef Home Made
  33. Scrocchiadenti alle mandorle di Chef Home Made
  34. Biscottini al pan di zenzero di Grembiule e presine
  35. Biscotti della nonna di Maria Buoncervello
  36. Treccine all'olio d'oliva e profumo di limone di Un soffio di polvere di cannella
  37. Biscottini all'orzo di DOLCE AMARO
  38. Biscotti speziati di Mani in pasta qb
  39. Biscottini puro cioccolato di Pan di zenzero
  40. Biscotti con farina di nocciole e zeste di limone di Pan di zenzero
  41. Biscotti al miele e semi di papavero di Yogurt shades
  42. Biscotti shabby chic di Anima shabby
  43. Biscotti speziati all'arancia e cannella di La creatività e i suoi colori
  44. Biscotti senza uova di Anyone can cook
  45. I biscotti che pensano di essere macine di Dal ricettario di Roberta
  46. Biscotti semplici di Crema e panna
  47. Biscottini al cocco e cioccolato di Le mille idee di Milly
  48. Pan di stelle di Semplicemente buono
  49. I biscotti della befana di Passioni e cucina
  50. I biscotti piccanti di Il gatto briao
  51. Biscotti dolci alla birra di Col Kitchen and photos
  52. I pizzotti di Maison Milady
  53. Biscottini bicolori al profumo d'arancio di Bietolina in cucina
  54. Baci di dama di Le mille fanstasie della cucina di Annaly
  55. Biscotti ripieni di marmellata di Le mille fantasie della cucina di Annaly
  56. Biscotti con i corn flakes di Crema e panna
  57. Biscotti al cocco di Anna Toscano
  58. Bon bon cacao, rum e fantasia di Il solletico nel cuore
  59. Coockies in a jar di Zucchero e Zenzero
  60. Girelle di kamut vaniglia e cacao di Aria in cucina
  61. Stelline occhi di bue di Aria in cucina
  62. Biscotti danesi al burro 1889 di Aria in cucina
  63. Biscolatte fiorellini con panna e miele di Aria in cucina
  64. Biscotti di vetro di Aria in cucina
  65. Biscotti di Natale e miele di Aria in cucina
  66. Biscotti al tè earl grey di Profumo di zucchero
  67. Biscottini di frolla di Dolciblei
  68. Biscotti di Laura di Laura Freschi



mercoledì 14 novembre 2012

Fusilli con polpettine e mozzarella


Sono rimasta sconcertata.
Mentre i centri commerciali pullulano di persone le vie del centro di Cagliari sono cimiteri di vetrine sporche.
I negozi in cui spendevo le mie paghette non ci sono più, "stritolati dalla crisi" dicono.
Ma siamo realmente sicuri che sia così?
In fin dei conti non ho visto nessuno combattere in maniera agguerrita il calo di compratori.
Nessuno che fa orario continuato permettendo a chi lavora di fare qualche acquisto durante la pausa pranzo.
E la domenica? Il centro è deserto. E dire che proprio in quel giorno attraccano al porto navi da crociera cariche di turisti desiderosi di visitare negozi e monumenti.
E la sera? Non sia mai che qualcuno tenga aperto dopo le sette e mezzo di sera.
Diciamoci la verità: siamo un popolo di cialtroni.
Bravi a lamentarci ma poco attivi quando bisogna rimboccarsi le maniche.
I tempi sono cambiati è vero, ma senza una reazione si annega e basta.
Voi che ne pensate?

Intanto vi lascio con una pastasciutta che ho preparato qualche giorno fa.
Niente di speciale ma sufficientemente golosa ( e sostanziosa) da poter essere considerata un piatto unico.


FUSILLI CON POLPETTINE E MOZZARELLA

Ingredienti x 2-3 persone:
250 gr di fusilli di gragnano
200 gr di pomodori ciliegini
250 gr di polpettine 
10 mozzarelline ciliegine
olio
sale

Scaldiamo l'acqua, saliamola e quando è il momento mettiamo a cuocere i fusilli.
In un tegame facciamo scaldare qualche cucchiaio d'olio e versiamoci i pomodorini tagliati a metà.
Lasciamo che si sfaldino a fuoco medio, poi aggiungiamo le polpettine e lasciamo cuocere per 5 minuti circa.
Spegniamo il fuoco e lasciamo riposare.
Tagliamo in 4 ogni mozzarellina e mettiamo da parte.
Quando la pasta sarà cotta scoliamola e facciamola saltare col sugo.
Infine aggiungiamo la mozzarella e serviamo ben caldo.

lunedì 12 novembre 2012

Il castagnaccio e un pensiero all'Araba


Un compleanno speciale.
Una donna sorprendente.
Divertente, ironica, positiva e un pizzico folle.
Stefania è proprio così. E il suo blog la rispecchia perfettamente.
Oggi sono 3 anni che ci delizia con le sue ricette dotate di barbatrucchi, ma soprattutto con le sue storie esilaranti, che mi fanno riflettere su come il mondo sia diverso a qualche ora d'aereo da qui.
Usi e costumi che per noi sono allucinanti, lì sono la normalità, e Stefy ci si tuffa a capofitto ogni giorno con il senso dell'umorismo che contraddistingue rendendola la nostra  Araba Felice.
Grazie di tutto Stefy.


Un pacco di farina di castagne comprato qualche settimana fa' e neanche la più pallida idea di cosa farci. Alla fine mi sono attenuta a un gran classico che non avevo mai provato.
Un piatto povero che mi ha rimandato alla mente le immagini di alcuni bambini (io e mio cugino) che aprivamo pigne in una pineta per divorare il loro gustoso segreto. E il sapore delle castagne bollite che ogni tanto mia madre prepara la domenica sera in inverno.
Ricordi antichi che un solo morso mi ha evocato.
Per contro questo dolce è un pochino pesante e pastoso al palato, meglio non abusarne.


IL CASTAGNACCIO

300 gr di farina di castagne
40 gr di uva passata
50 gr di pinoli
aghi di rosmarino
3 cucchiai d'olio
un pizzico di sale

Per prima cosa ammolliamo l'uva passa in un po' d'acqua tiepida.
Versiamo la farina in una ciotola e aggiungiamo acqua fino a ottenere un impasto abbastanza morbido.
Aggiungiamo l'uva passa strizzata, i pinoli, il sale, il rosmarino e l'olio.
Versiamo tutto in una tortiera foderata di carta forno e cuociamo a 180°C fino a che sulla superficie non iniziano a formarsi delle crepe.

Io ho fatto un dolce sottile poco meno di 1 cm proprio per il fatto che non è esattamente leggerissimo e poi l'ho tagliato a quadrotti prima di servirlo.


venerdì 9 novembre 2012

Biscotti al burro d'arachidi


Giovedì mattina a lavoro.
Il Mitico Paziente è felice: "Mi è sceso il polistirolo (colesterolo), la microbina (emoglobina) va bene e anche la diabeta (glicemia)".
La mia collega lo guarda con gli occhi divertiti ma con l'espressione seria di una professionista della salute che sa il fatto suo, non si scompone neanche quando il Mitico le domanda: "Vuoi sapere cosa ho oggi a pranzo?", lei ribatte:"Se me lo vuoi dire..."
"Dunque, piselli con la cotenna di maiale, e poi ci aggiungo due uova"
Risposta:" Così riequilibri il polistirolo:.."
A questo punto non ce la faccio più, mi alzo e corro a nascondermi per potermi scompisciare dalle risate. 
E' più forte di me.
E non per cattiveria.
Il Mitico si nutre sempre e solo di cose strane, possibilmente frattaglie.
Ogni volta lo spettacolo si ripete, sempre uguale ma diverso.
Lui ci chiede se vogliamo conoscere il suo menù per pranzo e al nostro silenzio-assenso continua a sciorinare i piatti del prossimo pasto.
Teste, piedini, intestini di maiale. Ovviamente con legumi.
Brodo di coniglio e agnello.
Cotiche, lardo e altri alimenti difficilmente digeribili.
Giuro che non gli ho mai sentito nominare la carne bianca o un piatto normale.

Che poi, alla fin fine, cos'è normale?
Io ho preparato i biscotti al burro d'arachidi.
Se glielo dicessi scommetto che il Mitico mi prenderebbe per psicopatica.
Forse se ci aggiungessi del cervello di maiale....


BISCOTTI AL BURRO D'ARACHIDI

Ingredienti:
2 tazze di farina
1 tazza di zucchero
1/2 tazza di burro d'arachidi
1/3 di tazza di burro
2 uova
1 pizzico di lievito per dolci

Lavorare insieme il burro, la farina e lo zucchero.
Aggiungiamo il burro d'arachidi, le uova e il lievito.
Mescoliamo bene.
Distribuiamo l'impasto a cucchiaiate sulla teglia foderata di carta forno.
Cuociamo a 180°C per circa 10-15 minuti.
Una volta pronti mettiamo su una gratella a raffreddare.

Appena sfornati i biscotti saranno molto morbidi, ma non preoccupatevi, una volta freddi avranno la giusta consistenza. 
Conservateli in una scatola di latta.






domenica 4 novembre 2012

La Balena

I cartelli appesi alle pareti parlano chiaro:
QUI NON SI ABBRUSTOLISCE PANE,
NON SI CUCINA PASTA,
NON SI PULISCE IL PESCE
NON SI SERVE CAFFE'.
Praticamente mangi quello che ti danno e stai anche zitto. Strano vero?
Locale antico e decadente, molto anni '70, tavoli con piatti e bicchieri semplici, tovaglie e tovaglioli rigorosamente di carta. Sembra un incubo, invece è il paradiso.
Pochi piatti di pesce ma rigorosamente freschissimi e conditi in modo semplice.
Servizio superveloce, pensate che ci siamo seduti alle 9 e alle 10,30 ce ne siamo andati via con la pancia piena e il sorriso sulle labbra.


 COSA ABBIAMO MANGIATO:
Antipasti: polpo bollito condito con olio, tonno fresco con cipolla cruda, muggine a scabecciu, cozze in umido, bocconi.
A seguire orata arrosto per Ste e fritto misto per me.
Frutta, formaggio, acqua e vino.

QUANTO ABBIAMO PAGATO:
47 euro in due.

CONTATTI:
Via Santa Gilla 125, 09122 Cagliari
070288415