lunedì 29 ottobre 2012

Capcakes al caffè con glassa al cioccolato


Anche se novembre non è neanche iniziato ieri sera in casa mia si è iniziato a pensare al Capodanno con Stefano e una coppia di amici.
Sapete, le solite cose, dove andare, quando partire, quanto spendere. Vi sembra presto? Qua se non ci si muove per tempo non si trova un letto neanche nel peggior B&B dell'isola.
E allora vi confesso che a me il Capodanno mi manda sempre un po' in paranoia, bisogna avere la compagnia giusta e il posto giusto per non annoiarsi, mangiare bene e passare una bella serata. 
Ammetto che ci ha sfiorato anche il pensiero di spostarci dalla nostra isoletta ma i voli in quel periodo sono veramente proibitivi e se sommiamo albergo, cibo, ecc la spesa diventa esorbitante.
Abbiamo parlato, parlato e ancora parlato bevendo vino bianco e mangiando salatini e alla fine abbiamo ristretto la rosa delle mete probabili ad Alghero e Bosa che solitamente propongono bellissimi programmi per la fine dell'anno, se poi aggiungiamo che si affacciano sul mare e sono città stupende i giochi sono fatti.
Ora non resta che vagliare le offerte e decidere dove alloggiare, giusto per arrivare alle feste senza questo patema d'animo.

Nessun patema per questi capcakes deliziosi da gustare sia al naturale che con la loro glassa sopra. 
L'unica nota che devo farvi è sulla preparazione che stavolta non è una di quelle iperveloci a cui vi ho abituati, ma lo sforzi saprà ricompensarvi.



CAPCAKES AL CAFFE'
circa 16-18

250 ml d'acqua
250 gr zucchero semolato
125 gr burro
2 cucchiai cacao in polvere
1 cucchiaino raso di bicarbonato di sodio
2 cucchiai dicaffè in granuli
550 gr di farina autolievitante
4 uova


glassa per circa 12 cupcakes:

100 gr cioccolato fondente
100 gr burro
1 cucchiaio raso di zucchero a velo

  1. Mettiamo l'acqua e lo zucchero in una casseruola e scaldiamo a fuoco basso finchè lo zucchero non si è sciolto. Poi aggiungiamo il burro, il cacao, il bicarbonato di sodio e il caffè in granuli e portiamo ad ebollizione.
  2. Facciamo sobbollire per 5 minuti, poi togliamo dal fuoco e lasciamo raffreddare.
  3. Intanto mescoliamo la farina con le uova e poi lentamente aggiungiamo il composto di caffè.
  4. Dividiamo l'impasto nei pirottini riempiendoli per 2/3 e cuociamo a 180°C per 15-20 minuti.
  5. Quando i capcakes si saranno raffreddati potremo guarnirli con una glassa creata mettendo in microonde per 2 minuti circa il burro e il cioccolato a cui poi aggiungeremo lo zucchero a velo.









venerdì 26 ottobre 2012

mercatino domenicale di Sant'Elia

Alla periferia di Cagliari, dove la terra si tuffa nel mare e i pescatori vivono la loro vita a pochi passi dal quartiere ghetto della città, nel quartiere di Sant'Elia, ogni domenica risorge l'omonimo mercatino.


Stefano ci andava spessissimo col padre a comprare il pesciolino da cuocere a pranzo e ne conserva tuttora un dolcissimo ricordo. Io invece, ci ho messo un po' di più a farmi conquistare da quel serpentone di bancarelle che circonda il Lazzaretto, un palazzo in cui più di un secolo fa' persone e merci sbarcate dalle navi dovevano obbligatoriamente scontare il periodo di quarantena onde evitare di infettare la popolazione locale con qualche tipo di malattia infettiva.


Poi giusto per dovere di cronaca, l'edificio venne usato per la cura dei bambini colpiti da tifo petecchiale e in periodo di guerra come rifugio per gli sfollati. Dopo la zona intera fu abbandonata all'oblio e sono qualche decennio fa' si pensò a un recupero strutturale del Lazzaretto stesso e di tutta la zona che ora è molto più accogliente al visitatore che la domenica si fa la passeggiata in cerca di qualche delizia da gustare a pranzo.


Se vi capita di farci un salto lasciatevi conquistare dai profumi e dai colori che vi avvolgeranno. Scegliete accuratamente i vostri prodotti come fareste al supermercato, o fate come noi che per non accendere neanche un fornello compriamo direttamente carne e pesce cotto a puntino.







giovedì 25 ottobre 2012

Una pasta speciale per le emergenze


Mentre scrivo il post di oggi la mia mente vola in palestra e alle nuove cose che mi faranno fare oggi.
La prima lezione è stata superata brillantemente, se non consideriamo il fatto che non riesco più a sollevare il braccio destro, e onestamente mi aspettavo qualcosa di molto più tragico e faticoso. 
Tomasina e Hana, le mie colleghe, mi avevano messa in guardia da attrezzi strani e difficili da usare come fossero stati strumenti di tortura medioevali, ma alla fine non era nulla di troppo complicato. 
Musica alta, qualche risata e la lezione è volata in una attimo.
Mi piacciono le cose così, rapide e indolori, anche in cucina. 
Qualche volta con poca fatica si ottengono autentiche delizie e per me è così quando si parla di questa pasta.

Premetto che non sono una mangiatrice famelica di pastasciutta, ma ogni tanto un piatto me lo faccio fuori senza troppi sensi di colpa. Questa ricetta si prepara in dieci minuti dieci e mi ha aiutata a salvare centinaia di serate in cui la cena era improvvisata senza dover ricorrere alla pasta aglio olio e peperoncino, che tra l'altro non è tra le mie preferite. Provatela. Io l'adoro.


SPAGHETTI CON TONNO E CIPOLLE

x 2-3 persone:
250-300 gr di spaghetti n.3
3 scatolette di tonno da 80gr all'olio d'oliva
1 cipolla grande
olio evo
peperoncino in polvere a volontà.

Mettiamo subito a bollire l'acqua per la pasta.
Intanto rosoliamo a fuoco medio e con un filo d'olio la cipolla tagliata a fettine non troppo sottili con un pizzico di sale per evitare che imbiondisca.
Ci interessa che cuocia ma senza prendere il colore ambrato.
Dopo circa 3 minuti aggiungiamo il tonno sgocciolato dall'olio e continuiamo a rosolare.
Intanto cuociamo gli spaghetti lasciandoli ovviamente al dente.
Scoliamo e saltiamo col condimento aggiungendo peperoncino 
a volontà e altro olio se dovesse servire.
Servire subito.

Ovviamente vi prego, non metteteci sopra il parmigiano.
Conosco persone che commettono questo sacrilegio e io proprio non riesco ad accettarlo!


martedì 23 ottobre 2012

GIRANDOLE ALLA NUTELLA



Oggi si inizia con la palestra.
Tanti buoni propositi che speriamo non finiscano in una nuvola di fumo.
Però...Sono positiva. Se l'anno scorso sono riuscita a imparare a nuotare, quest'anno posso riuscire a fare palestra fino ad aprile senza sbuffare o lamentarmi troppo. Spero.

Parliamo del dolce della foto che è meglio.
Confesso che da quando per l'MTC ho preparato il pane dolce mi sono appassionata alla preparazione dei dolci lievitati. Non so perchè, srichiedonopiù pazienza e quindi più amore, di conseguenza la soddisfazione al momento dell'assaggio sarà amplificata.
Questa ricetta l'ho rubata dalla CUCINA ITALIANA  di agosto 2012, ma il ripieno doveva essere fatto con una composta di fragoline di bosco, ma io ho optato per la Nutella. Credo non ci sia bisogno di spiegarvi il perchè....
Il risultato è un dolcetto delizioso e saporito ottimo per colazioni e merende.


GIRANDOLE ALLA NUTELLA

315 gr di farina
100 gr di burro
20 gr di lievito di birra (io16 gr)
100 gr di zucchero
100 gr di latte
2 tuorli
1 uovo
1 barattolo di Nutella

Sciogliamo il lievito nel latte tiepido con un cucchiaino di zucchero e lasciamo riposare per 10 minuti.
Mescoliamo l'uovo, i tuorli e lo zucchero, poi aggiungiamo la farina.
Impastiamo bene col latte.
Infine copriamo con della pellicola trasparente e un panno pulito, e mettiamo a lievitare per un ora.
Io accendo il grill del microonde per 3-4 minuti giusto per intiepidire l'ambiente e faccio avvenire lì la lievitazione.
Passata l'ora, meglio se un'ora e mezzo di lievitazione togliamo il burro dal frigo e tagliamolo a pezzetti.
Appena si sarà ammorbidito uniamo il burro all'impasto fino a farlo assorbire completamente.
Ora possiamo stendere la pasta in un rettandolo di circa 25 per 40 cm, la ricetta dice così ma io vi consiglio di stenderla più che potete e più sottile possibile perchè continuerà a lievitare molto.
Formiamo delle strisce larghe circa 4 cm e guarniamole con la Nutella.
Arrotoliamole e mettiamole a riposare in uno stampo in silicone con 6 incavi del diametro di circa 7 cm o come ho fatto io in cocottine di uguale diametro.
Lasciamo lievitare per un'altra ora (a me sono bastati 30 minuti) e inforniamo a 160°C per 30'.









venerdì 19 ottobre 2012

Cotoletta croccante di maiale con i cornflakes



Mi vergogno a mostrarvi una foto simile care amiche, ma la ricetta era talmente buona che non potevo  non condividerla con voi. Ho fatto alcuni scatti subito dopo la cottura tenendo il piatto con la mano sinistra il più possibile vicino alla luce, mentre urlavo a Stefano di venire a cenare. 
Se ripenso alla scena mi viene da ridere a crepapelle, chi non ci conosce potrebbe pensare che siamo proprio strani!
Ma torniamo al piatto che a dispetto della foto è a dir poco eccezionale.
Pochi ingredienti, 10 minuti e il piatto è pronto.


COTOLETTA CROCCANTE
DI MAIALE

x 2 persone:
2 bistecchine di maiale
1 uovo
4 cucchiai di cornflakes
farina
sale 
pepe
olio 


Sbricioliamo con le mani i cornflakes senza creare pezzi troppo piccoli.
Passiamo le bistecche nella farina, poi nell'uovo sbattuto salato e pepato, e infine nei cornflakes.
Cuociamo al microonde con impostazione crisp per 10 minuti condendo solo con un leggerissimo filo d'olio.
Per chi non l'avesse può usare il normale forno di casa o una padella larga, ma sempre riducendo al minimo l'olio che rischia di ungere troppo i cornflakes impedendo che diventino croccanti.






mercoledì 17 ottobre 2012

Pane alla patate, molto facile


Beate coloro che sanno preparare il lievito madre e creare impasti lievitati senza colpo ferire;
che hanno la pazienza di attendere i tempi di lievitazione senza sbirciare continuamente;
che azzeccano i tempi di cottura e non ottengono strani tipi di pane che sanno di lievito.
Quanto invidio queste massaie che con tanto impegno ottengono certe delizie...
Come avrete capito io non sono tra quelle.
Ci provo, ma il risultato non sempre è convincente, anzi, certe volte lo butto prima che qualcuno lo veda e mi chieda di assaggiarlo.
Meno male che stavolta mi è andata meglio. Pane di patate. E' stato facilissimo da preparare, il tempo di lievitazione è abbastanza corto e anche la cottura in forno non richiede particolari tecniche.
La crosticina è croccante e la mollica tenerissima, oserei dire che si scioglie in bocca.
Se raddoppiate la dose otterrete la quantità giusta per un paio di giorni, da congelare e tirare fuori al momento opportuno.

Ovviamente non ho saputo resistere e ho modificato la ricetta secondo i miei gusti. Troverete le mie modifiche tra parentesi.


Pane alle patate

250 gr di patate  (340 gr di quelle vecchie)
500 gr di farina (460 gr)
30 gr di olio extra vergine d'oliva (3 cucchiai abbondanti)
10 gr di zucchero semolato
250 ml d'acqua tiepida
1 cubetto di lievito di birra (16 gr)
1 cucchiaino di sale


Facciamo bollire le patate in acqua salata.
Intanto mettiamo il lievito con lo zucchero nell'acqua tiepida. Mescoliamo e lasciamo riposare.
Appena cotte, facciamo intiepidire qualche minuto prima di sbucciarle e passarle al passapatate.
Uniamo la purea di patate all'acqua col lievito.
Infine aggiungiamo la farina, l'olio e il sale.
Impastiamo bene per almeno 15 minuti fino a renderlo omogeneo, poi lo mettiamo a lievitare coperto da un foglio di pellicola trasparente e un canovaccio per circa 1 ora.
Per la lievitazione io ho scelto il forno a microonde: accendo il grill per circa 4 minuti e poi spengo tutto e metto a riposare il mio impasto; in questo modo l'ambiente è tiepido ma non rovente.
Dopo il tempo stabilito, tiriamo fuori l'impasto e lavoriamolo per circa 5 minuti, giusto il tempo di eliminare le bolle d'aria e creare 4-5 pagnotte.
A questo punto mettiamo a cuocere a 200°C per 15 minuti.


domenica 14 ottobre 2012

Il pandolce per l'MT Challenge: in due versioni...

Io di cultura ebraica ne so pochissimo, e le uniche nozioni che possiedo le ho acquisite guardando Sex and the City. Avete presente quando Charlotte decide di farsi ebrea in previsione del suo matrimonio con Harry?
Immaginate quello che so della cucina...
Questo non ha fermato la mia curiosità e la mia voglia di mettermi alla prova con la rivisitazione di un pane dal valore simbolico fortissimo, simbolo dello Shabbat e della convivialità ad esso correlata.
Ho scoperto che si prepara in dose doppia a rappresentare la manna che il venerdì scendeva dal cielo in dose doppia perchè il sabato non si poteva raccogliere e che i semi di papavero con cui si cosparge la superficie indicano la manna stessa, che Dio generosamente donava agli uomini.

La sfida dell'MT stavolta è carica di emozioni e significato, almeno per me.
Come da regolamento ho usato la ricetta di Eleonora che vi riporterò con un velocissimo copia e incolla, personalizzando il ripieno con due gusti differenti visto che Stefano di confettura non ne vuole neanche sentir parlare.



PANDOLCE DEL SABATO


per due trecce ripiene:

500 gr di farina 0

2 uova grandi medie (circa 60-62 gr con il guscio)



100 gr di zucchero
20 gr di lievito di birra 
125 ml di acqua tiepida
125 ml di olio extra vergine d'oliva
10 gr di sale
un tuorlo d'uovo
un cucchiaio di acqua
semi di sesamo e papavero


Prima di tutto e importantissimo, setacciare la farina.
Sciogliere il lievito nell'acqua tiepida insieme a un cucchiaino di zucchero e far riposare una decina di minuti fino a far formare una schiuma. Mischiare la farina, il sale e lo zucchero e versarci il lievito e cominciare ad impastare, versare poi l'olio e per ultimo le uova, uno ad uno, fino alla loro incorporazione. Lavorare fino a che l'impasto si stacchi perfettamente dalla ciotola, lasciandola pulita.
Lasciar lievitare per almeno due ore, dopodichè, sgonfiare l'impasto e tagliarlo in due parti uguali. Tagliare poi ognuna delle parti in tre.
Stendere su un piano infarinato ognuna delle parti lunghe circa 35 centimetri e larghe 15. Spargere il ripieno.

Arrotolarle poi sulla lunghezza, in modo da ottenere tre lungi "salsicciotti".
Unirli da un capo e cominciare ad intrecciare.
Ripetere l'operazione per la seconda treccia. Adagiare le trecce su una placca da forno unta di olio. Lasciare lievitare ancora due ore. 
Sbattere il tuorlo d'uovo con un cucchiaio di acqua e spennellarlo sulla superficie; spolverare di semi di sesamo o papavero.
 Infornare in forno già caldo e STATICO a 200°C per circa 15-20 minuti.



PANDOLCE ALLE TRE CONFETTURE


 In questo caso mi sono divertita a riempire la mia treccia con tre tipi di confettura diversa usando le mini dosi alla fragola, ciliegia e albicocca. Purtroppo è difficile tenerla dentro i "salsicciotti" evitando che sfori da tutte le parti durante la cottura, ma il risultato anche se non bellissimo è sicuramente molto piacevole.

Condimento realizzato con:

3 mini dosi di confetture diverse
3 cucchiai di differenti confetture in barattolo





PANDOLCE SIMIL NUTELLA


L'altra versione del mio pandolce avrei voluto fosse alla Nutella ma essendo il latte vietato in questo caso ho dovuto optare per una versione home made che mi ricordasse quel sapore delizioso.
Allora ho unito dell'ottimo cioccolato extra fondente con delle nocciole, e voilà, il gusto perfetto!
Dalle foto si vede che non ho saputo resistere (basta notare il cioccolato ancora sciolto) e appena tolto dal forno ho tagliato il mio pan dolce, ho fatto gli scatti necessari e mi sono lasciata tentare da una fetta di paradiso. Bastava veramente poco per completare una ricetta già ottima di suo.


Ripieno realizzato con:

3 cucchiai abbondanti di cioccolato extra fondente tritato
3 cucchiai colmi di nocciole tritate






domenica 7 ottobre 2012

Frittelle facili facili


Che disdetta questa foto. 
Ma è l'unica che mi sia uscita vagamente decente. 
Purtroppo oggi è nuvoloso e le giornate si stanno accorciando.
E io sono un'indecisa cronica: a scegliere cosa preparare ci ho messo un'eternità.
Sono partita dalla torta, poi sono passata ai biscotti, e alla fine sono approdata alle frittelle.
Niente di particolare nè difficile da fare.
Solo un dolcetto facile facile per addolcire le prime domeniche autunnali, quelle in cui non si esce ma si sta coccolosi davanti alla tv con una tazza di tè in mano a sentire il vento ululare fuori dalle finestre.

Nella foto vedete le frittelle nella loro versione post frittura, ma se le cospargerete di zucchero a velo, o meglio ancora semolato resterete estasiati.


FRITTELLE FACILI FACILI

120 gr di farina 
3 uova
25 gr di burro
100 gr di zucchero semolato
1 bicchierino di grappa
250 ml di latte 
olio per friggere

Scaldiamo in un pentolino il latte con lo zucchero e il burro.
Appena inizierà a bollire spegniamo il gas e lentamente uniamo la farina setacciata mescolando energicamente con un cucchiaio di legno.
In questo caso la setacciatura della farina è indispensabile per evitare che si formino grumi.
Uniamo a questo impasto la grappa e i tuorli.
Montiamo a neve gli albumi e poi uniamoli al primo composto con movimenti fluidi dal basso verso l'alto.
Scaldiamo l'olio e friggiamo immergendo l'impasto a cucchiaiate.
Doriamo da una parte e dall'altra, poi scoliamo e serviamo calde accompagnate a piacere da zucchero a velo o semolato.

Cibo da catering: ospedali e mense scolastiche

Che sono un'infermiera lo sapete già.
Durante i tre anni di Università ho fatto tirocinio in vari ospedali di Cagliari e ho potuto vedere (e assaggiare) quello che i miei pazienti ricevevano ai pasti, constatando che con l'avvento dei catering la situazione è andata precipitando verso un baratro senza fine. 
In qualche struttura resiste ancora la vecchia mensa che ogni giorno si occupa di preparare da mangiare per centinaia di pazienti tenendo conto delle restrizioni dietetiche del caso (diete iposodiche e via discorrendo ) e che poi viene distribuito nei reparti con il famoso carrello. In questo caso ho constatato che i piatti sono vari e si può sempre scegliere in base ai propri gusti, ovviamente patologie permettendo.
Non manca mai il semolino, ma quasi sempre c'è anche la pasta o il minestrone, il riso può essere alla milanese o con i funghi, e anche tra i secondi non si resta scontenti: pollo bollito o arrosto, polpettone, cordon bleu, scaloppine, pesce come il merluzzo, ma anche spigole e orate, o formaggio. Stesso discorso per i contorni che solitamente consistono in insalata o verdura bollita come patate, spinaci, e carote, ma anche il purè viene preparato spesso.
Distribuire il pasto in questo modo a mio avviso evita gli sprechi perchè è il paziente che sceglie cosa gradisce libero di mangiare anche solo un primo o un secondo, è di qualità superiore (sempre mia opinione) e viene dosato al momento. E' ovvio che un ragazzo di 25 anni alto un metro e ottanta mangi più della vecchietta novantenne che va avanti a suon di caffellatte.
Ora i catering la fanno da padrone distribuendo piatti preconfezionati che sembra contengano cibo. Quantità minime che non sfamerebbero neanche un'anoressica vengono rifilate a persone ignare di ciò che le aspetta. 
Nessun colore, nè sapore. La pasta è collosa è condita con mezzo cucchiaino di sugo se sì è fortunati, le cosce di pollo sono così piccole che sembra provengano da canarini, e la verdura è razionata in cucchiai. Ora, chi di noi sarebbe soddisfatta dopo aver mangiato un solo, misero cucchiaio di spinaci bolliti?
La settimana scorsa ho dovuto ascoltare la tirata di un paziente sui pasti che il catering ha distribuito durante un suo recente ricovero.Vi dico solo che si è dovuto far portare la pastasciutta da casa...


Stesso discorso per le mense scolastiche. Sapete cosa mangiano i vostri figli? Qual'è la qualità del cibo?Io non ho ancora figli ma la questione mi incuriosisce parecchio, soprattutto dopo essermi fatta un giro su NeverSeconds il blog di Martha Payne, una bambina di nove anni che ogni giorno, tornata da scuola si lamentava con i genitori del cibo scarso che riceveva per pranzo.
Per dimostrare che non mentiva ha iniziato a scattare delle foto al suo vassoio mettendo a nudo la dura realtà.

photo by neverseconds.blogspot.it
Cosa pensereste se sapeste che i vostri figli ricevono solo questa roba per pranzo? Lo riterreste sufficiente?
E la qualità dove la lasciamo? E l'educazione alimentare?
Ora non voglio estremizzare ma sensibilizzare tutti verso questo genere di problema. 
In fondo, care amiche, siamo food blogger, ci occupiamo di buon cibo e credo che nessuna di noi si sentirebbe a proprio agio sapendo che anche un solo bambino si ritrovi a dover mangiare cose simili. 
Voi cosa ne pensate?
 




mercoledì 3 ottobre 2012

Nuovo nome, nuova grafica e nuova ricetta: Plumcake noci e cannella



Cambiare fa bene. Anche se qualche volta sembra di no. Per questo ho voluto rinnovare la grafica del mio blog con un nuovo nome e una nuova grafica. Approfitto di questo post super-goloso per ringraziare Cristina che si è occupata di prepararmi i nuovi elementi a tempo record, concordando con me ogni minimo particolare pur di soddisfare la mia voglia di freschezza e originalità, elementi che mi piace caratterizzino il mio piccolo angolo di cyber-spazio.
Se volete vedere le sue creazioni grafiche la trovate su L'atelier dei Templates. A me è bastato un colpo d'occhio per capire che avevo trovato la persona giusta per cambiare abito al mio blog e scommetto che per tante altre persone sarà lo stesso.
Detto ciò, voglio festeggiare con una ricetta meravigliosa. Inizialmente era un plumcake ai frutti rossi e cioccolato, ma le mie innovazioni hanno stravolto tutto ed è uscito questo. Completamente diverso per ingredienti e gusto, non vi deluderà mai: è sofficissimo ma non si sbriciola, asciutto ma non per questo secco.
Stefano ha detto che probabilmente è il dolce più buono che abbia mai preparato anche se non credo batta la mia famosa torta all'arancia, dessert invernale per eccellenza.


PLUMCAKE NOCI E CANNELLA

120 gr di burro
130 gr di zucchero
2 uova
1 vasetto di jogurt bianco
260 gr di farina 00
1 bustina di lievito
50 gr di noci sgusciate
cannella a piacere

Lavoriamo con la frusta (a mano o elettrica) burro fuso e zucchero, poi aggiungiamo le uova.
L'impasto deve essere gonfio e soffice alla vista.
Uniamo farina e lievito, poi lo jogurt.
Infine la cannella e le noci tritate grossolanamente avendo cura di tenerne 1 cucchiaio da parte.
Versiamo l'impasto in uno stampo da plumcake foderato di carta forno e cospargiamo la cima con 
un'ulteriore spolverata di cannella e le noci restanti.
Cuociamo in forno a 180°C per 40-45 minuti circa controllando la cottura con il metodo dello stecchino.
Quando il dolce è pronto togliamo dal forno e lasciamolo raffreddare prima di tagliarlo 
altrimenti si sbriciolerà.