mercoledì 26 settembre 2012

BON BON AL COCCO (senza glutine)



Quando le cose vanno male nessun richiamo è più forte di quello della cucina.
C'è chi fa shopping compulsivo, chi pulisce casa da cima a fondo, io invece, cucino.
Stare con le mani in pasta richiede calma e pazienza, doti che nella vita di tutti i giorni fatico a mantenere.
Stranamente le tensioni si allentano, la mente si concentra solo sul piatto e sul risultato che vogliamo ottenere.
Poi si aspetta. Il tempo di lievitazione, di cottura, si riposo per un preparato.
E non si può quasi mai accelerare, pena la non riuscita dell'idea che avevamo in mente.

Ultimamente le cose, come dicevo, vanno di male in peggio. E io cucino!
Oggi ho preparato il brodo e contemporaneamente questi bon bon al cocco.
Facilissimi e velocissimi da preparare è impossibile che vi deludano. 
Il sapore è quello dei Bounty, vi lascio immaginare quindi....


BON BON AL COCCO

Ingredienti:
250 gr di cocco grattugiato
230 gr di zucchero semolato
4 albumi
1 presa di sale


Mescoliamo tutti gli ingredienti.
Con le mani bagnate ricaviamo delle palline che disporremo su una teglia dai bordi bassi coperta di carta forno. Cuociamo a 170°C circa sul ripiano medio.
I dolcetti sono pronti quando la sommità superiore risulta dorata.
Quindi possiamo togliere la teglia dal forno, ma lasciamo raffreddare prima di staccare i dolci: appena cotti risultano molto fragili ed è possibile che si sbriciolino.

domenica 23 settembre 2012

Fine contest e vincitore

E siamo arrivati alla fine del contest. 
Purtroppo la partecipazione non è stata molta, anzi, decisamente scarsa. 
L'MTC di luglio era sui gelati quindi capisco che molte blogger abbiano deciso di partecipare a quella sfida, inoltre l'estate tiene un po' tutti più lontani dai pc per stare all'aria aperta.
Detto questo non me ne faccio un cruccio, anzi, sono già pronta con nuove idee per una nuova sfida tutta dolce, ma non vi dico ancora nulla...

So che state aspettando che dichiari il vincitore del contest, e visto che le ricette erano poche non ho dovuto stare troppo tempo a ponderare. La ricetta vincente è....
rullo di tamburi....

L'AFTER EIGHT FOR TWO di Raggomitolando.

Invito la vincitrice a mandarmi una mail con il proprio indirizzo affinchè possa spedire il regalo scelto.

Ringrazio tutti quelli che hanno partecipato e vi aspetto per il prossimo contest.

venerdì 21 settembre 2012

Coniglio con i capperi



Chissà quanti animi verranno sconvolti da questo post...
Me lo chiedo da ieri sera, quando ho tolto il coniglio dal freezer e l'ho messo a scongelare nel lavandino.
So che in molte zone d'Italia mangiare la carne di questo animale è un po' come preparare per pranzo il proprio cane o gatto, quindi mi aspetto da subito critiche e lamentele. 
Quando ero piccola mio nonno credo li allevasse e non era insolito che i malcapitati venissero uccisi davanti agli occhi di noi bambini che tra l'altro non ci vedevamo nulla di male. 
Ora non la trovo, ma in qualche cartella ho la foto di mio cugino tutto sorridente accanto a mio nonno che manco a farlo apposta stava appendendo il coniglio per levargli la pelle.

Detto ciò, avrete capito che in Sardegna quella del coniglio è una carne molto apprezzata che si può cucinare in tanti modi. E' bianca come quella del pollo, ma con un gusto un po' più forte.
Tradizione vuole che quando si va in macelleria si chieda anche la testa dell'animali, anche se inutile, come prova del fatto che di coniglio si tratti e non di qualche povero gatto di quartiere. 
E' importante che l'animale venga tagliato a pezzi da mani esperte perchè le ossa tendono a formare schegge che non è sicuramente gradevole trovarsi nel piatto, o peggio ancora in bocca. Per lo stesso motivo le ossa del coniglio non si possono dare a cani o gatti: potrebbero strozzare l'animale o perforargli il tubo digerente con relative conseguenze.


CONIGLIO AI CAPPERI

Ingredienti per 3-4 persone:
un coniglio già tagliato da circa 800 gr
una tazzina da caffè di olio d'oliva
una cipolla piccola tritata
un cucchiaio di prezzemolo tritato
due cucchiai di capperi sotto aceto
due o tre rametti di rosmarino
due tazzine da caffè di aceto di vino
un barattolo grande di pomodori pelati (circa 450 gr)
sale e pepe
un cucchiaino di zucchero

Soffriggiamo la cipolla e il prezzemolo con l'olio in una tegame per qualche minuto,
poi aggiungiamo il coniglio e il rosmarino.
Facciamo rosolare bene da tutti i lati.
Saliamo e pepiamo.
Aggiungiamo i capperi e l'aceto e continuiamo la cottura a fuoco medio finché l'aceto non sarà evaporato.
Infine aggiungiamo i pelati: qualche volta il gusto è un pochino agro ma con un cucchiaino di zucchero si riuscirà a mitigare il sapore.
Assaggiamo ed eventualmente regoliamo di sale e pepe.
Terminiamo la cottura e serviamo caldo magari con del buon pane con cui gustare il sughetto. 



martedì 18 settembre 2012

Torta pasqualina rivisitata


Passate le vacanze e un agosto senza pressioni in cucina, a settembre di riparte alla grande con l'MT Challenge. Ma ragazze stavolta la sfida è durissima.
Inizialmente pensavo di dare forfait, terrorizzata dall'idea di dover tirare una sfoglia a mano. 
E chi l'ha mai fatto? Io non sono come quelle blogger temerarie che partendo da un po' di farina e altre due cose ti tirano fuori ravioli e tagliatelle col solo aiuto del mattarello. 
Alla fine ho deciso di affrontare il mio personalissimo demone e di preparare una mia rivisitazione della torta pasqualina, che tra l'altro ho mangiato solo congelata e quindi comprata al supermercato....
In realtà ne ho preparato due, ma la prima diciamocelo, faceva veramente schifo, quindi è finita nella pattumiera. La seconda, che è questa delle foto, è decisamente meglio.
Un ripieno leggero leggero per non sentirsi "abbacchiati" dopo il pasto e il gioco è fatto.
Confesso che tenere le mani in pasta è stato molto rilassante ma non è un'esperienza per cuori deboli!


La ricetta della sfoglia è quella di La cucina piccolina mentre il ripieno è semplicemente a base di ricotta e spinaci. L'uovo al centro non poteva mancare, e aprire la torta trovando la sorpresa è meraviglioso!

Per la pasta:
300 gr farina 0 o manitoba
sale
30 gr olio
75 ml vino bianco secco
75 ml acqua

Impastare tutto e formare un impasto morbido ma non appiccicoso.
Formare 5 palline e fare riposare coperte almeno 1 ora, meglio 2.

Per il ripieno:
250 gr di spinaci bolliti
250 gr di ricotta
1 uovo
noce moscata
sale
pepe

Mescolare gli spinaci con la ricotta, una presa di sale e una spruzzata abbondante di noce moscata.
Teniamo l'uovo e il pepe per dopo.

Ungiamo la teglia e disponiamo i primi due strati di sfoglia tirati ben sottili e spennellati d'olio.
Distribuiamo il ripieno.
Al centro facciamo un fossetto col dorso di un cucchiaio e mettiamoci  dentro l'uovo spruzzato di pepe.
Infine copriamo con le altre tre sfoglie tirate il più sottile possibile sempre spennellate d'olio e gonfiate con la cannuccia per intrappolare l'aria al loro interno.
Chiudiamo bene i bordi per evitare che si sgonfi tutto e mettiamo in forno caldo a 180°C per circa mezz'ora.

La mia torta è uscita ben croccante in cima, proprio come piace a noi, 
ma accompagnata dalle altre sfoglie morbide e leggere.





lunedì 17 settembre 2012

esperienze culinarie

Scrivo regolarmente le mie recensioni su Tripadvisor per quanto riguarda alberghi, ristoranti e luoghi in cui sono stata, ma mi sono resa conto che quando si parla di cibo non sempre sono d'accordo con le altre opinioni pubblicate.
I gusti sono gusti si sa', ma alcuni ristoranti che vengono descritti come autentici paradisi del palato in realtà non sono che posti dozzinali dove si mangiano cose senza infamia e senza lode, e altri classificati come dispendiosi che per un prezzo accettabile servono solo prodotti realmente freschi e di qualità.
Alla fine ho deciso di aprire una piccola paginetta qua sul blog dove recensire i posti dove sono stata a mangiare, possibilmente aggiungendo delle fotografie.
In questo modo unirò l'utile al dilettevole: potrò esprimere le mie opinioni sui ristoranti che visiterò e ne carpirò i segreti culinari, se meritano di essere carpiti, ovvio...

Il posto dove ho mangiato oggi era tremendo.... Ma ve ne parlerò più avanti!

giovedì 13 settembre 2012

Lasagna di polenta



L'alimento che odio di più è senza dubbio la polenta.
Ho sempre detestato la sua consistenza granulosa, e non c'è condimento che tenga.
Sugo, salsiccia, formaggio...Per me non cambia nulla.
Mia madre cercava di farmela mangiare comunque usando le minacce del "se non vuoi di questo, non vuoi neanche altro" oppure "se non vuoi mangiare vai a letto senza cena" fino allo spregevole "pensa ai bambini che muoiono di fame".
Non è servito a niente. Continuo a non riuscire a mangiarla.
Ricordo ancora la volta che ho fatto la cameriera in un ristorante di Cagliari e prima di cena la cuoca ci ha offerto di mangiare qualcosa; peccato che l'unica cosa disponibile era quello schifo di polenta. 
Per non fare brutta figura l'ho mangiata a forza, e ogni boccone era un supplizio. 
Che esperienza terribile. 
Al solo pensiero mi sento male.


Comunque, tutto questo per dirvi che ho preparato la polenta per Stefano, anche se non l'ho neanche assaggiata, per ovvi motivi... Piatto semplice e molto veloce.




LASAGNA DI POLENTA

Ingredienti:
polenta a fette
sugo ai funghi champignon
parmigiano grattugiato

Iniziamo col dire che potete scegliere la polenta già pronta che si compra al supermercato, oppure  prepararvela di sana pianta. De gustibus...
Per il sugo stesso discorso. 
Io ho fatto un sughetto con dei funghi champignon, niente di troppo ricercato, 
proprio perchè volevo dei gusti rustici.
Ma va bene anche un ragù o un sugo con la salsiccia.
Ora basta alternare gli strati cominciando con un po' di sugo, qualche fetta di polenta tagliata il più sottile possibile e nuovamente sugo e parmigiano. 
Continuiamo così fino a riempire la teglia e terminiamo con una abbondante spolverata di parmigiano.
Facciamo dorare in forno o in microonde col crisp per 10 minuti e poi col grill per altri 10-15.


sabato 8 settembre 2012

Il mini premio per il contest "Un gelato per l'estate"

Quando ho aperto il mio secondo contest "UN GELATO PER L'ESTATE" ero cosciente della difficoltà che avrei incontrato nello scegliere un premio adatto.

Ricordo con estremo piacere il momento in cui ho scovato il premio per il contest precedente e devo ammettere che è stata una vera e propria folgorazione: un set Tescoma di grembiule e presina talmente bello che l'avrei tenuto per me. E ci ho pensato tante volte...

Anche questa volta aspettavo l'illuminazione divina, ma l'estate è volata in un soffio senza darmi neanche un briciolo di ispirazione. Intanto il tempo passa e il 20 settembre il contest si chiude...

Finalmente oggi durante una passeggiata in libreria ho trovato l'oggetto giusto. Talmente giusto che ne ho comprato una copia anche per me.



Non amo i manuali di cucina regionale perchè mi sembra che non rispecchino mai in maniera completa le abitudini alimentari di una determinata zona; la Sardegna poi, possiede delle specifiche tradizioni culinarie anche molto diverse da provincia a provincia e quasi sempre i ricettari trascurano questa o quella ricetta concentrandosi solo su quelle più popolari. In questo caso sono rimasta piacevolmente sorpresa.
Apro il libro e lo sfoglio. Ci sono ricette famosissime come quelle del brodo di gallina,  dell'agnello con i carciofi e delle classiche ciambelline sarde, ma anche quelle meno popolari di cui neanche io avevo sentito parlare. Inoltre c'è una sezione dedicata ai vini e gli amari dell'Isola. 
L'ho preso al volo, e come ho già detto me ne sono regalata anche una copia per casa.
Non ho problemi a dirvi che l'ho pagato solo 5 euro, perchè convinta che la qualità di un prodotto non sempre sia direttamente proporzionale al suo costo.
E' un piccolo pensiero che spero sia gradito e apprezzato da chi lo riceverà!

martedì 4 settembre 2012

Pollo alle olive di casa


Tornando al discorso parrucchiere,
oggi mi sono resa conto che esistono genitori scriteriati ed hair stylist senza scrupoli.
Giro tra gli scaffali del supermercato cercando le cose che mi servono.
Dietro una colonna vedo una specie di bambina bionda, ma qualcosa stonava;
la guardo meglio e mi rendo conto che avrà si e no 7 anni.
E che ha metà testa castana (la parte posteriore) e metà con i colpi di sole. Per chiarirci: la frnngetta.
La madre probabilmente si è resa conto del mio sguardo allibito, ma non ha battuto ciglio.
Io neanche, per lo stupore.
E così con la bocca aperta come un ebete mi sono diretta verso la cassa.

Parliamo della ricetta della foto. Mi scuso subito per la pessima qualità e per il pollo anemico che vedete. In realtà lì il pollo non ha ancora terminato la cottura, ma ho dovuto fare comunque la foto prima del tramonto, anche perchè domani probabilmente ci saranno solo le ossa.

Il pollo in questione è buonissimo. Ha un sapore che mi ricorda le cene a casa con i miei, e le olive sono l'ingrediente speciale. Comprate quelle sarde, se riuscite a trovarle.
Sono piccole, tonde e col nocciolo. Sembrerà una cavolata ma è tutto loro il merito del gusto.

POLLO ALLE OLIVE

1 kg di pollo a pezzi
1 litro di vino bianco
1 carota
1 cipolla media
200 gr di olive sarde in salamoia
1 foglia d'alloro
sale 
olio

Laviamo e asciughiamo il pollo.
Tagliamo a pezzetti non troppo piccoli la carota e la cipolla.
Facciamo rosolare con un filo d'olio in un tegame da bordi alti, possibilmente di coccio.
Quando la verdura inizierà a colorarsi aggiungiamo il pollo e le olive, e lasciamo rosolare bene.
Saliamo e aggiungiamo tutto il vino e l'alloro.
A questo punto servirà tanta pazienza: il pollo dovrà cuocere a fuoco medio per circa un'ora, ovvero
fino a che il vino non sarà evaporato lasciando un sughetto ambrato.
Ecco, ora potete servire, possibilmente con del pane tostato.







lunedì 3 settembre 2012

Pancakes al rosmarino






Mia madre mi ha tagliato i capelli fino a tre anni fa, quando sono venuta a vivere con Stefano a Sestu.
Da allora è iniziata la caccia alla parrucchiera ideale. 
Ne ho provate alcune, ma non mi sono innamorata di nessuna. Sapete come funziona per noi ragazze, no? Prima o poi si incontra quella favolosa donna forbici-munita in grado di trasformare una zazzera informe in un a chioma splendente mentre chiacchiera amorevolmente con le clienti e magari ti offre pure un caffè mentre aspetti. O almeno, questo è quello che mi aspetto io.
Per ora nessuna scintilla però.
La prima era completamente anonima, senza nè arte nè parte.
La seconda mi ha dato l'appuntamento per le nove, mi ha fatto lavare la testa e poi mi ha lasciata con un asciugamano in testa per tre quarti d'ora mentre aspettavo che tagliasse i capelli a una cliente arrivata dopo di me. Il taglio non era male e il salone è carino. Ma la lentezza esasperante è in grado di far scappare qualunque donna; ricordo ancora che per una piega mi ha fatto aspettare dalle nove e mezzo alle undici passate. Roba da scappare con l'asciugamano in testa!
Poi c'è stata quella col salone che cade a pezzi... Macchie di umidità ovunque...
Mi da' l'appuntamento per le tre e io arrivo puntuale, ma devo aspettare fino alle 6 per il mio taglio. Tra l'altro non ci sono abbastanza posti per sedersi mentre si aspetta, per cui ho dovuto attendere in piedi per oltre mezz'ora. La caduta peggiore di stile è avvenuta quando ha chiesto a una signora che stava pagando se poteva farle la fattura solo per un taglio invece che per l'intera prestazione. Accortasi del mio sopracciglio alzato dietro il libro che stavo leggendo ha anche avuto lo spirito di chiedere in giro se ci fosse qualche moglie di finanziere....
L'ultima parrucchiera l'ho testata lunedì scorso. Taglio veloce che con la piega professionale sembrava perfetto; poi mi lavo la testa e mi accorgo che il ciuffo è tagliato malissimo. Roba da chiamare mia madre e farmi ritoccare il taglio, pagato profumatamente tra l'altro.

Troverò mai una parrucchiera in grado di tagliarmi i capelli decentemente e che sappia fare di una necessità un momento di relax? Che mi sappia coccolare? Farmi un massaggio al cuoio capelluto dopo il balsamo?
Mah...Vi farò sapere. E voi che esperienze avete vissuto?

Stamattina ho preparato il minestrone (surgelato) e per accompagnarlo ho provato questi pancakes salati. Ho trovato la ricetta su LA CUCINA ITALIANA di settembre, anche se sulla rivista erano col timo. 
Io non lo avevo, quindi ho fatto di necessità virtù, e ho usato il rosmarino.
Veramente deliziosi!

Pancakes al rosmarino

125 ml di latte
120 gr di farina
30 gr di burro
1 uovo
mezzo cucchiaino di lievito per dolci
rosmarino 
sale

Sbattiamo l'uovo con un pizzico di sale.
Aggiungiamo la farina e il lievito, poi lentamente uniamo il latte e 20 gr di burro fuso.
L'impasto deve essere sufficientemente denso.
Aggiungiamo una presa di sale e qualche rametto di rosmarino tagliuzzato con le forbici.
Con il restante burro ungiamo una padellina e cuociamo i pancakes qualche minuto per parte, 
finchè non saranno ben dorati.



sabato 1 settembre 2012

MA QUANDO RIPRENDERO' A CUCINARE?

Ciao ragazze!
Vi faccio un saluto veloce veloce! Ormai sono tornata a lavoro da due settimane e ancora non ho avuto il tempo di preparare qualcosa di buono da presentarvi sul blog. Non preoccupatevi però!
Finalmente il maestrale si è fatto sentire nella mia Cagliari e posso accendere il forno senza rischiare di morire dal caldo. Ci vedremo molto presto!!!