giovedì 20 dicembre 2012

Cavolo soffocato



Bè la fine del mondo è vicina.
I testimoni di Geova lo dicono da un'eternità, praticamente come i Maya.
Anche se niente fa presagire che il mondo smetterà di girare come ha sempre fatto.
Io mi alzerò come tutti i giorni, pulirò il bagno e farò la lavatrice, poi andrò in palestra e a lavoro.
Ovvio, se uno tsunami si alzasse dal mare e dovessi fuggire, non aspettatevi che resti lì a fare l'infermiera. Sarò malvagia e senza cuore, ma state certi che mollerei tutto e scapperei a gambe levate, con tanti saluti.
Della serie "chi c'è c'è e chi non c'è si arrangi".

Vabbè, ora lascio da parte le mie cretinate da apocalisse e vi parlo del cavolo.
Il cavolo soffocato da parte delle ricette della mia famiglia a cui sono più affezionata.
Mia madre lo prepara ogni autunno e io non posso fare a meno di riproporlo nel breve periodo in cui i cavolfiori "sbocciano" e invadono i banchi ortofrutticoli.
Servono pochissimi ingredienti ed è molto saporito.
Per me è un piatto unico ma anche come contorno va più che bene.


CAVOLO SOFFOCATO

x 2 persone:

1 cavolo
1 piccola cipolla
olio extra vergine d'oliva
80 gr di olive nere
sale
un cucchiaino d'aceto

Facciamo soffriggere la cipolle tagliata a dadini in tre cucchiai d'olio.
Appena inizierà ad appassire aggiungiamo il cavolfiore lavato e mondato.
Versiamo mezzo bicchiere d'acqua e l'aceto.
Saliamo, mescoliamo bene e copriamo con il coperchio.
Abbassiamo il gas e lasciamo stufare per 30 minuti più o meno.
Quando il cavolo è quasi pronto togliamo il coperchio, aggiungiamo le olive,
e lasciamo terminare la cottura.
Servire caldo, tiepido o freddo.

mercoledì 12 dicembre 2012

I muffin al cioccolato di Nigella Lawson (con olio ma non burro)



Mentre mezzo mondo corre in giro per acquistare i regali di Natale, io memore dell'esperienza dell'anno scorso, stavolta me ne resto comodamente a casa, col camino che scoppietta accanto a me che mentre la mia torta all'arancia cuoce, perchè ho già comprato tutti i regali.
Per una volta ho giocato d'anticipo e ne vado orgogliosa.
Ho più tempo per me e i miei interessi.
E per provare qualche ricetta nuova.
Quella di oggi arriva direttamente da Nigella Lawson.
Provate e gustate questi muffin.
Ne vale la pena.


MUFFIN AL CIOCCOLATO

2 tazze o 250 gr di farina 00
175 gr di zucchero
2 cucchiai colmi di cacao amaro
250 ml di latte
1 uovo
2 cucchiaini di lievito per dolci
90 ml di olio di semi
1/2 cucchiaino di bicarbonato
150 gr di gocce di cioccolato

Qui c'è veramente poco da fare.
In una ciotola mescolare farina, zucchero, cacao, lievito, bicarbonato e quasi tutte le gocce di cioccolato.
Lasciamone qualcuna da parte.
In un'altra ciotola mescolare l'uovo, il latte e l'olio.
Infine uniamo i due composti mescolando con un cucchiaio.
Versiamo nei pirottini, cospargiamo con le gocce rimaste la sommità, 
e cuociamo in forno caldo a 200°C per circa 20 minuti.

Prima di sformarle lasciate raffreddare bene, altrimenti si sbricioleranno inesorabilmente 
e sarete obbligati a mangiarli col cucchiaino.

domenica 2 dicembre 2012

Albero di Natale alle nocciole



Le stranezze non finiscono mai dove lavoro io.
Dopo il Mitico credevo di aver toccato il fondo, ma una nuova sorpresa mi attendeva.
Il Folle inizia la sua dialisi dicendomi che vuole mostrarmi una cosa divertente.
Sapevo già di cosa si trattava, ma non ero sicura di voler vedere con i miei occhi.
Ho tergiversato per molto tempo, ma alla fine lui mi ha messo davanti quella cosa...
No, non quello che pensate voi!
Era una piccola bara, con tanto di croce in rilievo.
Poi la apre e mi fa vedere...
Dentro c'era una bambolina in plastica a forma di fraticello con tanto di saio e chierica.
E il pene di fuori. Sì, proprio così.
Degno del peggior addio al celibato.
Sono rimasta senza parole, che qualche secondo dopo si sono ripresentate sotto forma di fiume in piena.
E vai a spiegarglielo che è un ospedale, che è di pessimo gusto, che qualcuno potrebbe restare offeso, che condivide la camera con due signore anziane, ecc...
Lui non sente ragioni, anzi, si offende e mette via la sua mini bara.
Mi accusa di non avere senso dell'umorismo e di essere una bacchettona.
Resto basita mentre mi metto al computer a registrare il mio lavoro.
Chissà Babbo Natale quale altra straberia ci metterà sotto l'albero?

A proposito di Natale e alberelli ecco la mia personalissima interpretazione.
Lo stampo me l'ha regalato Chiara per il Natale scorso, ma me l' ha potuto far avere solo a gennaio, quando sono andata a trovarla a Verona per il suo compleanno. Purtroppo ho dovuto aspettare quasi un anno per poterlo usare e il risultato è stato veramente adorabile. Ha svegliato tutta la mia creatività, aiutandomi a vuotare la dispensa da ingredienti che andavano consumati in breve tempo.
La prossima volta però voglio lo zucchero a velo verde.




ALBERO DI NATALE ALLE NOCCIOLE

INGREDIENTI

PER LA TORTA:

200 gr di zucchero
200 gr di farina 00
4 uova
150 gr di burro
150 gr di nocciole tritate
2 cucchiai di gocce di cioccolato
1 bustina di lievito per dolci
2 cucchiai di olio d'oliva extravergine


PER DECORARE:

zucchero a velo, possibilmente verde
ciliegie candite verdi e rosse
bottoncini di cioccolato
semi di papavero per simulare il tronco
miele

Sbattiamo le uova con lo zucchero per ottenere un composto ben gonfio,
aggiungiamo la farina, il burro fuso, le nocciole tritate, il cioccolato, il lievito e l'olio.
Amalgamiamo bene per eliminare i grumi.
Cuociamo a 180°C per circa 30-40 minuti.

Sulla decorazione non c'è molto da dire a parte il fatto che per simulare il tronco ho spennellato la parte interessata con del miele fuso a cui poi ho fatto aderire dei semi di papavero che tra l'altro di sposavano perfettamente col gusto del dolce.

lunedì 26 novembre 2012

La ricetta per il contest di Giacomo Picariello: frollini agrodolci speck e timo con cuore di uvetta

Ecco un altro partecipante al mio contest: Giacomo Picariello. Mi ha mandato una mail con la sua proposta, decisamente insolita come lo fu il gelato caprese che presentò per il contest di questa estate sul gelato.
Ovviamente la sua ricetta non poteva essere qualcosa di convenzionale...
Ovviamente vi posto la sua mail senza cambiare una virgola!



Frollini agrodolci speck e timo con cuore di uvetta


Questi frollini sono ideali per un aperitivo.
Sono molto versatili, infatti si possono accompagnare a formaggi molli, come
ricotta, stracchino, crescenza, ma anche a formaggi a pasta dura o semidura,
come grana, parmigiano, provola e via dicendo.
Io li ho abbinati a dello yogurt magro e a degli zucchini marinati al timo
(marinatura con aceto, sale, olio, timo).
Unica controindicazione (come dicono in famiglia dopo averli spazzolati): uno
tira l'altro!!!!
:-)

Ingredienti per circa 40 frollini:
60gr di zucchero;
125gr di burro morbido;
pizzico di sale;
50gr di speck a fette;
1 cucchiaino di timo tritato;
2 tuorli d'uovo;
50gr di latte fresco;
220gr di farina di tipo "00";
una punta di cucchiaino di lievito vanigliato;
uva passa.


In una boule montare il burro con lo zucchero, sale e timo, finche il composto
diventi spumoso.
Quindi aggiungere i tuorli ed il latte e continuare a montare.
Per ultimo aggiungere la farina setacciata con il lievito ed amalgamare bene
con una spatola.
Tritare lo speck ed aggiungerlo al composto.
Formare con un sac-a-poche con bocchetta liscia i frollini.
Mettere in ciascun frollino un acino di uvapassa ed infornare con forno ben
caldo a 170°C per circa 12min.
Servire freddi.
Buon appetito!!!!
:-)




domenica 25 novembre 2012

Le mie arancine al salmone


Ammetto sinceramente che le arancine di riso non erano al top nella mia classifica di piatti tipici siciliani.
Adoro i cannoli, stravedo per il cous cous, la cassata poi, che ve lo dico a fare?
Ma le arancine proprio mi davano l'idea di qualcosa di impossibile da mandare giù, se non accompagnate da almeno 1 litro d'acqua. 
Ho passato anni a tergiversare su questa preparazione.
Poi, un giorno, il grande passo.
Mi decido a lasciare il cannolo per dolce e provare a superare le mie personalissime Colonne d'Ercole chiedendo un'arancina ripiena di ragù.
Siedo su una panchina e la guardo: è enorme. Da dove comincio? 
Ste mi guarda divertito e mi esorta all'assaggio.
Lui le conosce bene, ha avuto una fidanzata siciliana.
Va bene, ci provo.
Do' un morso, e poi solo l'estasi....
Immaginavo che il riso fosse asciutto e il sugo poco. Ma mi sbagliavo, e di tanto.
Riso succoso, un ragù portentoso, e poi la crosticina croccante che si rompe sotto i denti.
Da allora quando mi imbatto in qualche friggitoria siciliana non rinuncio alla mia arancina.
Ma farle a casa è un'altro paio di maniche.
Ci vuole tempo, organizzazione e tanta buona volontà. Però non vi pentirete.
Io ho dimezzato le dosi rispetto alle dosi di Roberta, ma la cucina dopo sembrava comunque un campo di battaglia. 
Sono uscite 7 arancine belle grandi, e per essere sicura della riuscita ne ho portate due a lavoro da un'amica che come al solito si presta a farmi da cavia. Sia lei che la titolare hanno gradito.
A casa Ste mi ha fatto i complimenti, e credetemi, solitamente è molto critico.
Quindi un altro grazie alla squadra dell'MT per avermi convinta a provare!


La ricetta è quella di Roberta, ovvio.
Ve la riporto uguale, ma tenete conto che ho dimezzato le dosi perchè in casa siamo solo in due, e che ho usato il riso Roma che avevo in casa.
In corsivo c'è la ricetta del mio condimento al salmone, tutto il resto è opera di Roberta, la mia omonima!


PER IL RISO 
1 kg di riso originario (alcuni usano il Roma)
2,5 l circa di brodo vegetale (con carota, cipolla, sedano)
una bustina di zafferano
50 g di burro
50 g di parmigiano grattugiato
una cipolla medio-piccola
olio evo q.b.
sale q.b.

PER LA LEGA (ne resterà molta, ma occorre poter immergere bene l'arancina)
800-900 ml d'acqua
la metà di farina
una manciata di sale

PER LA PANATURA (ne resterà molto anche qui) 
700-800 g di pangrattato

PER LA FRITTURA 
3 l di olio di semi di mais (o comunque abbondante per poter friggere in olio profondo)

Il riso va preparato con qualche ora d'anticipo, perché al momento della preparazione delle arancine dev'essere ben freddo.
Preparare il brodo vegetale con gli aromi. 
Una volta pronto, rimuovere la carota, il sedano e la cipolla di cottura e sciogliere lo zafferano nel brodo. Regolare di sale.
In un tegame capiente, dare un giro abbondante di olio evo e fare appassire la cipolla tagliata finemente. Versare il riso e fare tostare un pochino. 
Versare nel tegame buona parte del brodo, non tutto in modo da poterne aggiungere all'occorrenza regolandosi in funzione del tipo di riso e della sua cottura. 
Fermare la cottura quando il riso sarà al dente e si presenterà piuttosto compatto (ovvero non dev'essere cremoso come un tipico buon risotto!). 
Immergere il tegame nel lavello riempito d'acqua fredda (evitando che l'acqua entri all'interno) e mantecare con il burro e il parmigiano grattugiato. 
Se serve, per abbattere la temperatura ed evitare che il riso continui a cuocere, rinnovare l'acqua fredda dentro il lavello.
Una volta tiepido, versare il riso dentro una teglia e lasciare da parte affinché raffreddi completamente. 
Poi coprire con carta d'alluminio e conservare in frigorifero per almeno 3-4 ore.

PER LA BESCIAMELLA AL SALMONE
Mezzo litro di latte
50 gr di burro
50 gr di farina
noce moscata
sale
150 gr di salmone affumicato.

Mettiamo in un tegame del burro, quando sarà sciolto aggiungiamo tutta la farina e mescoliamo bene.
Il composto deve staccarsi dalle pareti.
Poi aggiungiamo il latte a filo mescolando bene per evitare che si formino dei grumi.
Aggiustiamo di sale e aggiungiamo un pizzico di noce moscata.
Cuociamo a fuoco lento per far addensare la salsa.
Una volta pronta facciamo raffreddare e aggiungiamo il salmone tagliato a dadini.
Ecco pronta la farcia per le nostre arancine.

Fatto questo siamo pronte ad assemblare le nostre arancine.

Prima di tutto disporre a portata di mano tutti gli ingredienti necessari e attrezzarsi di vassoi, teglie, scodelle…. la preparazione delle arancine è una specie di catena di montaggio (bella in compagnia!) che diventa più piacevole, o comunque meno stressante, se preventivamente organizzata.

Cominciare dalla preparazione della "lega". 
Si tratta della pastella di acqua e farina che serve a sigillare l'arancina e a creare una base per la panatura con il pangrattato che aiuterà a conferire doratura, spessore e croccantezza al punto giusto. 
Versare l'acqua in una scodella profonda, aggiungere la farina, una bella manciata di sale e amalgamare bene con una frusta. 
Tenere da parte e passare alla creazione delle arancine.

Ci sono vari modi per formare e farcire le arancine, questo secondo me è il procedimento più semplice anche per chi le fa per la prima volta ed è anche quello che consente di organizzare e distribuire meglio il lavoro. Perché in pratica bisogna prima fare tutte le sfere o gli ovali, poi fare il buco, poi farcirle. 

Con una mano prendete un po' di riso in base alla grandezza dell'arancina che desiderate. 
Poi, girando con tutte e due le mani, date una forma ovale se volete farle al burro. 
Posate la "futura" arancina su un vassoio e ricominciate fino a terminare il riso. 
Lasciatele riposare per una mezz'ora, in modo che raffreddino (anche se il riso era freddo di frigo, col calore delle mani si saranno un po' scaldate) e che il riso si compatti rendendo poi più facile la farcitura.

Se prevedete di fare anche quelle ovali, procedete con queste prima di passare al ripieno delle precedenti. In questo caso, con il pollice occorre fare una pressione al centro per lungo, spingendo anche in questo caso verso il basso e sui lati.

A questo punto passare alla farcitura. 
Con la punta delle dita prendere un po' di condimento e inserirlo all'interno del buco precedentemente creato. 
Poi chiudere l'arancina: un po' spingendo "la conza" - il condimento - verso il basso, e un po' cercando di portare in avanti il riso per chiudere l'arancina. Girare l'arancina tra le mani per darle la forma e per rendere la superficie liscia e compatta, senza buchi o piccole fessure. Posare l'arancina con il ripieno sul vassoio e passare ad un'altra, fino a completarle tutte.
Al termine, lavare le mani e ripetere l'operazione con un eventuale secondo ripieno.

Quando tutte le arancine saranno pronte sul vassoio, passare alla "lega". 
Dare qualche colpo di frusta alla pastella per riprendere l'amalgama di acqua e farina e a questo punto immergere singolarmente le arancine dentro la lega, poggiandole poi sul vassoio, fino al completamento dell'operazione per tutte le arancine. 
Io preferisco separare lega e panatura per fare in modo che la lega scoli un pochino dall'arancina al vassoio e non finisca a fiotti dentro il pangrattato creando un mezzo pappone che poi finisce sulla superficie delle arancine. Scolando, tra l'altro, la lega resta uno strato sottile, sottile sarà la panatura e sottile e croccante sarà la crosticina finale. 

E ora la panatura.
Versare il pangrattato dentro una teglia e, ad una ad una, passare ogni singola arancina dentro il pangrattato, pressandole bene con le mani per "saldare" bene lega e pangrattato, per rendere compatta la superficie delle arancine e, all'occorrenza, per riprenderne un pochino la forma.

E finalmente la frittura!
Versare l'olio in una friggitrice o in un tegame piuttosto alto. 
Quando l'olio sarà ben-ben-ben caldo, immergere le arancine per 2-3 minuti o comunque fino a quando non risulteranno dorate in superficie.


domenica 18 novembre 2012

TUTTI I BISCOTTI CHE VUOI, un piccolo contest sotto le feste


Un'idea in testa.
Ogni anno, da almeno dieci anni.
Sotto le feste si fanno i biscotti.
Non so neanche io perchè, ma per me sono il simbolo dello stare insieme.
Nuvole di farina, il forno acceso, e tanti aromi che si mescolano nell'aria. 
C'era sempre qualche amico che mi faceva compagnia mentre stavo con le mani in pasta. 
Non toccavano nulla, per carità, guardavano e basta chiacchierando con me del più e del meno.
Credo di aver preparato 3 chili di frolla un anno, salvo accorgermi che erano veramente troppi.
Così è nata la tradizione di regalarne ad amici e parenti.
Lo scorso anno ne ho preparato per tutti i colleghi: una fatica immane, ma che soddisfazione!
E anche quest'anno sono pronta per la grande sfida, a patto di stare al passo con gli altri impegni.

E ora entrate in gioco voi care amiche.
Voglio scoprire le vostre ricette e trucchi a riguardo.
Non scherzo quando dico che siete per me fonte di ispirazione con tutte le vostre creazioni e che vi stimo nonostante non abbia la possibilità di conoscervi di persona.

Vediamo le regole :
  1. Si partecipa con ricette di biscotti. Tutti quelli che volete e con qualunque preparazione, forma e dimensione. Avete assolutamente carta bianca.
  2. Postate il link della ricetta qua sotto se possedete un blog, ma se così non fosse mandatemi una mail con foto e sarò lieta di pubblicarla.
  3. Il banner deve comparire nella vostra home page o nella pagina dedicata ai contest, nonchè nel post della ricetta scelta. Ovviamente con collegamento a questa pagina.
  4. Potete seguirmi qui o sulla pagina Facebook se vi va, ma sapete che per quanto mi riguarda la cosa non è obbligatoria. Non indico dei contest per arruffianarmi qualche lettore in più.
  5. Potete partecipare con tutte le ricette che volete.
  6. La ricetta non deve partecipare ad altri contest.
  7. Le ricette devono essere postate dalla mezzanotte del 19 novembre a quella del 7 gennaio 2013.
E ora il regalo.
Non posso parlare di premio vero e proprio perchè sapete che normalmente scelgo personalmente un pensiero per la vincitrice o vincitore, senza appoggiarmi a nessuno sponsor. Quest'anno probabilmente sceglierò qualche articolo Tescoma, ho già adocchiato qualcosa di simpatico e utile sul sito.

Credo di aver detto tutto.
Ma se così non fosse chiedete pure.
Aspetto con ansia le vostre dolcissime creazioni!

CHI PARTECIPA:

  1. Is gueffus di Raggomitolando
  2. Le coccole di Anna Moroni di Di buon gusto
  3. I frollini agrodolci speck e timo con cuore di uvetta di Giacomo Picariello
  4. I biscotti d'autunno di Pensieri in pentola
  5. I biscotti al Rooibos di DOLCEAMARO
  6. Le esse alla vaniglia di A tutta cucina
  7. I bisco-flakes di Il caffè delle donne
  8. I biscotti alla cannella e zenzero di Un giorno senza fretta
  9. I biscotti di vetro profumati alla cannella di Puffin in cucina
  10. Torcetti di sfoglia di Ricette della Kety
  11. Biscotti a quadri di Le mie ricette collaudate
  12. Girelle da appendere di Le mie ricette collaudate
  13. Cannoli alla frolla di Le mie ricette collaudate
  14. Biscotti bigusto di Le mie ricette collaudate
  15. Vanillekipferl di Beuf à la mode
  16. Baci di dama di Soul and Kitchen
  17. I biscotti di Natale di Tennis a tavola
  18. I biscotti alla crusca d'avena e jogurt al cacao di La luna dei golosi
  19. Le Roselline di frolla montata al cacao di A tutta cucina
  20. I biscotti secchi tipo Oro Saiwa di Pink Daisy in cucina
  21. I biscotti con pinoli e mandorle di Pink Daisy in cucina
  22. Pasticciotti alla crema di Rossetto e cioccolato
  23. Biscotti al lievito di Rossetto e cioccolato
  24. Cantucci con fichi secchi, mandorle e cioccolato fondente di Profumo di semolicità
  25. Biscotti segnaposto di L'angolo cottura di Roby
  26. Baci di dama alle castagne e cioccolato bianco di Sara non sapeva cucinare
  27. biscotti per l'albero di Natale di Un cestino di ciliegie
  28. Biscotti alla farina di castagne di L'ennesimo blog di cucina
  29. Casetta di biscotti di Tra cucina e pc
  30. Biscotti di Natale di Paprica e cannella
  31. Stelline alla vaniglia di Mani in pasta qb
  32. Biscotti cuor di mela di Chef Home Made
  33. Scrocchiadenti alle mandorle di Chef Home Made
  34. Biscottini al pan di zenzero di Grembiule e presine
  35. Biscotti della nonna di Maria Buoncervello
  36. Treccine all'olio d'oliva e profumo di limone di Un soffio di polvere di cannella
  37. Biscottini all'orzo di DOLCE AMARO
  38. Biscotti speziati di Mani in pasta qb
  39. Biscottini puro cioccolato di Pan di zenzero
  40. Biscotti con farina di nocciole e zeste di limone di Pan di zenzero
  41. Biscotti al miele e semi di papavero di Yogurt shades
  42. Biscotti shabby chic di Anima shabby
  43. Biscotti speziati all'arancia e cannella di La creatività e i suoi colori
  44. Biscotti senza uova di Anyone can cook
  45. I biscotti che pensano di essere macine di Dal ricettario di Roberta
  46. Biscotti semplici di Crema e panna
  47. Biscottini al cocco e cioccolato di Le mille idee di Milly
  48. Pan di stelle di Semplicemente buono
  49. I biscotti della befana di Passioni e cucina
  50. I biscotti piccanti di Il gatto briao
  51. Biscotti dolci alla birra di Col Kitchen and photos
  52. I pizzotti di Maison Milady
  53. Biscottini bicolori al profumo d'arancio di Bietolina in cucina
  54. Baci di dama di Le mille fanstasie della cucina di Annaly
  55. Biscotti ripieni di marmellata di Le mille fantasie della cucina di Annaly
  56. Biscotti con i corn flakes di Crema e panna
  57. Biscotti al cocco di Anna Toscano
  58. Bon bon cacao, rum e fantasia di Il solletico nel cuore
  59. Coockies in a jar di Zucchero e Zenzero
  60. Girelle di kamut vaniglia e cacao di Aria in cucina
  61. Stelline occhi di bue di Aria in cucina
  62. Biscotti danesi al burro 1889 di Aria in cucina
  63. Biscolatte fiorellini con panna e miele di Aria in cucina
  64. Biscotti di vetro di Aria in cucina
  65. Biscotti di Natale e miele di Aria in cucina
  66. Biscotti al tè earl grey di Profumo di zucchero
  67. Biscottini di frolla di Dolciblei
  68. Biscotti di Laura di Laura Freschi



mercoledì 14 novembre 2012

Fusilli con polpettine e mozzarella


Sono rimasta sconcertata.
Mentre i centri commerciali pullulano di persone le vie del centro di Cagliari sono cimiteri di vetrine sporche.
I negozi in cui spendevo le mie paghette non ci sono più, "stritolati dalla crisi" dicono.
Ma siamo realmente sicuri che sia così?
In fin dei conti non ho visto nessuno combattere in maniera agguerrita il calo di compratori.
Nessuno che fa orario continuato permettendo a chi lavora di fare qualche acquisto durante la pausa pranzo.
E la domenica? Il centro è deserto. E dire che proprio in quel giorno attraccano al porto navi da crociera cariche di turisti desiderosi di visitare negozi e monumenti.
E la sera? Non sia mai che qualcuno tenga aperto dopo le sette e mezzo di sera.
Diciamoci la verità: siamo un popolo di cialtroni.
Bravi a lamentarci ma poco attivi quando bisogna rimboccarsi le maniche.
I tempi sono cambiati è vero, ma senza una reazione si annega e basta.
Voi che ne pensate?

Intanto vi lascio con una pastasciutta che ho preparato qualche giorno fa.
Niente di speciale ma sufficientemente golosa ( e sostanziosa) da poter essere considerata un piatto unico.


FUSILLI CON POLPETTINE E MOZZARELLA

Ingredienti x 2-3 persone:
250 gr di fusilli di gragnano
200 gr di pomodori ciliegini
250 gr di polpettine 
10 mozzarelline ciliegine
olio
sale

Scaldiamo l'acqua, saliamola e quando è il momento mettiamo a cuocere i fusilli.
In un tegame facciamo scaldare qualche cucchiaio d'olio e versiamoci i pomodorini tagliati a metà.
Lasciamo che si sfaldino a fuoco medio, poi aggiungiamo le polpettine e lasciamo cuocere per 5 minuti circa.
Spegniamo il fuoco e lasciamo riposare.
Tagliamo in 4 ogni mozzarellina e mettiamo da parte.
Quando la pasta sarà cotta scoliamola e facciamola saltare col sugo.
Infine aggiungiamo la mozzarella e serviamo ben caldo.

lunedì 12 novembre 2012

Il castagnaccio e un pensiero all'Araba


Un compleanno speciale.
Una donna sorprendente.
Divertente, ironica, positiva e un pizzico folle.
Stefania è proprio così. E il suo blog la rispecchia perfettamente.
Oggi sono 3 anni che ci delizia con le sue ricette dotate di barbatrucchi, ma soprattutto con le sue storie esilaranti, che mi fanno riflettere su come il mondo sia diverso a qualche ora d'aereo da qui.
Usi e costumi che per noi sono allucinanti, lì sono la normalità, e Stefy ci si tuffa a capofitto ogni giorno con il senso dell'umorismo che contraddistingue rendendola la nostra  Araba Felice.
Grazie di tutto Stefy.


Un pacco di farina di castagne comprato qualche settimana fa' e neanche la più pallida idea di cosa farci. Alla fine mi sono attenuta a un gran classico che non avevo mai provato.
Un piatto povero che mi ha rimandato alla mente le immagini di alcuni bambini (io e mio cugino) che aprivamo pigne in una pineta per divorare il loro gustoso segreto. E il sapore delle castagne bollite che ogni tanto mia madre prepara la domenica sera in inverno.
Ricordi antichi che un solo morso mi ha evocato.
Per contro questo dolce è un pochino pesante e pastoso al palato, meglio non abusarne.


IL CASTAGNACCIO

300 gr di farina di castagne
40 gr di uva passata
50 gr di pinoli
aghi di rosmarino
3 cucchiai d'olio
un pizzico di sale

Per prima cosa ammolliamo l'uva passa in un po' d'acqua tiepida.
Versiamo la farina in una ciotola e aggiungiamo acqua fino a ottenere un impasto abbastanza morbido.
Aggiungiamo l'uva passa strizzata, i pinoli, il sale, il rosmarino e l'olio.
Versiamo tutto in una tortiera foderata di carta forno e cuociamo a 180°C fino a che sulla superficie non iniziano a formarsi delle crepe.

Io ho fatto un dolce sottile poco meno di 1 cm proprio per il fatto che non è esattamente leggerissimo e poi l'ho tagliato a quadrotti prima di servirlo.


venerdì 9 novembre 2012

Biscotti al burro d'arachidi


Giovedì mattina a lavoro.
Il Mitico Paziente è felice: "Mi è sceso il polistirolo (colesterolo), la microbina (emoglobina) va bene e anche la diabeta (glicemia)".
La mia collega lo guarda con gli occhi divertiti ma con l'espressione seria di una professionista della salute che sa il fatto suo, non si scompone neanche quando il Mitico le domanda: "Vuoi sapere cosa ho oggi a pranzo?", lei ribatte:"Se me lo vuoi dire..."
"Dunque, piselli con la cotenna di maiale, e poi ci aggiungo due uova"
Risposta:" Così riequilibri il polistirolo:.."
A questo punto non ce la faccio più, mi alzo e corro a nascondermi per potermi scompisciare dalle risate. 
E' più forte di me.
E non per cattiveria.
Il Mitico si nutre sempre e solo di cose strane, possibilmente frattaglie.
Ogni volta lo spettacolo si ripete, sempre uguale ma diverso.
Lui ci chiede se vogliamo conoscere il suo menù per pranzo e al nostro silenzio-assenso continua a sciorinare i piatti del prossimo pasto.
Teste, piedini, intestini di maiale. Ovviamente con legumi.
Brodo di coniglio e agnello.
Cotiche, lardo e altri alimenti difficilmente digeribili.
Giuro che non gli ho mai sentito nominare la carne bianca o un piatto normale.

Che poi, alla fin fine, cos'è normale?
Io ho preparato i biscotti al burro d'arachidi.
Se glielo dicessi scommetto che il Mitico mi prenderebbe per psicopatica.
Forse se ci aggiungessi del cervello di maiale....


BISCOTTI AL BURRO D'ARACHIDI

Ingredienti:
2 tazze di farina
1 tazza di zucchero
1/2 tazza di burro d'arachidi
1/3 di tazza di burro
2 uova
1 pizzico di lievito per dolci

Lavorare insieme il burro, la farina e lo zucchero.
Aggiungiamo il burro d'arachidi, le uova e il lievito.
Mescoliamo bene.
Distribuiamo l'impasto a cucchiaiate sulla teglia foderata di carta forno.
Cuociamo a 180°C per circa 10-15 minuti.
Una volta pronti mettiamo su una gratella a raffreddare.

Appena sfornati i biscotti saranno molto morbidi, ma non preoccupatevi, una volta freddi avranno la giusta consistenza. 
Conservateli in una scatola di latta.






domenica 4 novembre 2012

La Balena

I cartelli appesi alle pareti parlano chiaro:
QUI NON SI ABBRUSTOLISCE PANE,
NON SI CUCINA PASTA,
NON SI PULISCE IL PESCE
NON SI SERVE CAFFE'.
Praticamente mangi quello che ti danno e stai anche zitto. Strano vero?
Locale antico e decadente, molto anni '70, tavoli con piatti e bicchieri semplici, tovaglie e tovaglioli rigorosamente di carta. Sembra un incubo, invece è il paradiso.
Pochi piatti di pesce ma rigorosamente freschissimi e conditi in modo semplice.
Servizio superveloce, pensate che ci siamo seduti alle 9 e alle 10,30 ce ne siamo andati via con la pancia piena e il sorriso sulle labbra.


 COSA ABBIAMO MANGIATO:
Antipasti: polpo bollito condito con olio, tonno fresco con cipolla cruda, muggine a scabecciu, cozze in umido, bocconi.
A seguire orata arrosto per Ste e fritto misto per me.
Frutta, formaggio, acqua e vino.

QUANTO ABBIAMO PAGATO:
47 euro in due.

CONTATTI:
Via Santa Gilla 125, 09122 Cagliari
070288415





lunedì 29 ottobre 2012

Capcakes al caffè con glassa al cioccolato


Anche se novembre non è neanche iniziato ieri sera in casa mia si è iniziato a pensare al Capodanno con Stefano e una coppia di amici.
Sapete, le solite cose, dove andare, quando partire, quanto spendere. Vi sembra presto? Qua se non ci si muove per tempo non si trova un letto neanche nel peggior B&B dell'isola.
E allora vi confesso che a me il Capodanno mi manda sempre un po' in paranoia, bisogna avere la compagnia giusta e il posto giusto per non annoiarsi, mangiare bene e passare una bella serata. 
Ammetto che ci ha sfiorato anche il pensiero di spostarci dalla nostra isoletta ma i voli in quel periodo sono veramente proibitivi e se sommiamo albergo, cibo, ecc la spesa diventa esorbitante.
Abbiamo parlato, parlato e ancora parlato bevendo vino bianco e mangiando salatini e alla fine abbiamo ristretto la rosa delle mete probabili ad Alghero e Bosa che solitamente propongono bellissimi programmi per la fine dell'anno, se poi aggiungiamo che si affacciano sul mare e sono città stupende i giochi sono fatti.
Ora non resta che vagliare le offerte e decidere dove alloggiare, giusto per arrivare alle feste senza questo patema d'animo.

Nessun patema per questi capcakes deliziosi da gustare sia al naturale che con la loro glassa sopra. 
L'unica nota che devo farvi è sulla preparazione che stavolta non è una di quelle iperveloci a cui vi ho abituati, ma lo sforzi saprà ricompensarvi.



CAPCAKES AL CAFFE'
circa 16-18

250 ml d'acqua
250 gr zucchero semolato
125 gr burro
2 cucchiai cacao in polvere
1 cucchiaino raso di bicarbonato di sodio
2 cucchiai dicaffè in granuli
550 gr di farina autolievitante
4 uova


glassa per circa 12 cupcakes:

100 gr cioccolato fondente
100 gr burro
1 cucchiaio raso di zucchero a velo

  1. Mettiamo l'acqua e lo zucchero in una casseruola e scaldiamo a fuoco basso finchè lo zucchero non si è sciolto. Poi aggiungiamo il burro, il cacao, il bicarbonato di sodio e il caffè in granuli e portiamo ad ebollizione.
  2. Facciamo sobbollire per 5 minuti, poi togliamo dal fuoco e lasciamo raffreddare.
  3. Intanto mescoliamo la farina con le uova e poi lentamente aggiungiamo il composto di caffè.
  4. Dividiamo l'impasto nei pirottini riempiendoli per 2/3 e cuociamo a 180°C per 15-20 minuti.
  5. Quando i capcakes si saranno raffreddati potremo guarnirli con una glassa creata mettendo in microonde per 2 minuti circa il burro e il cioccolato a cui poi aggiungeremo lo zucchero a velo.









venerdì 26 ottobre 2012

mercatino domenicale di Sant'Elia

Alla periferia di Cagliari, dove la terra si tuffa nel mare e i pescatori vivono la loro vita a pochi passi dal quartiere ghetto della città, nel quartiere di Sant'Elia, ogni domenica risorge l'omonimo mercatino.


Stefano ci andava spessissimo col padre a comprare il pesciolino da cuocere a pranzo e ne conserva tuttora un dolcissimo ricordo. Io invece, ci ho messo un po' di più a farmi conquistare da quel serpentone di bancarelle che circonda il Lazzaretto, un palazzo in cui più di un secolo fa' persone e merci sbarcate dalle navi dovevano obbligatoriamente scontare il periodo di quarantena onde evitare di infettare la popolazione locale con qualche tipo di malattia infettiva.


Poi giusto per dovere di cronaca, l'edificio venne usato per la cura dei bambini colpiti da tifo petecchiale e in periodo di guerra come rifugio per gli sfollati. Dopo la zona intera fu abbandonata all'oblio e sono qualche decennio fa' si pensò a un recupero strutturale del Lazzaretto stesso e di tutta la zona che ora è molto più accogliente al visitatore che la domenica si fa la passeggiata in cerca di qualche delizia da gustare a pranzo.


Se vi capita di farci un salto lasciatevi conquistare dai profumi e dai colori che vi avvolgeranno. Scegliete accuratamente i vostri prodotti come fareste al supermercato, o fate come noi che per non accendere neanche un fornello compriamo direttamente carne e pesce cotto a puntino.







giovedì 25 ottobre 2012

Una pasta speciale per le emergenze


Mentre scrivo il post di oggi la mia mente vola in palestra e alle nuove cose che mi faranno fare oggi.
La prima lezione è stata superata brillantemente, se non consideriamo il fatto che non riesco più a sollevare il braccio destro, e onestamente mi aspettavo qualcosa di molto più tragico e faticoso. 
Tomasina e Hana, le mie colleghe, mi avevano messa in guardia da attrezzi strani e difficili da usare come fossero stati strumenti di tortura medioevali, ma alla fine non era nulla di troppo complicato. 
Musica alta, qualche risata e la lezione è volata in una attimo.
Mi piacciono le cose così, rapide e indolori, anche in cucina. 
Qualche volta con poca fatica si ottengono autentiche delizie e per me è così quando si parla di questa pasta.

Premetto che non sono una mangiatrice famelica di pastasciutta, ma ogni tanto un piatto me lo faccio fuori senza troppi sensi di colpa. Questa ricetta si prepara in dieci minuti dieci e mi ha aiutata a salvare centinaia di serate in cui la cena era improvvisata senza dover ricorrere alla pasta aglio olio e peperoncino, che tra l'altro non è tra le mie preferite. Provatela. Io l'adoro.


SPAGHETTI CON TONNO E CIPOLLE

x 2-3 persone:
250-300 gr di spaghetti n.3
3 scatolette di tonno da 80gr all'olio d'oliva
1 cipolla grande
olio evo
peperoncino in polvere a volontà.

Mettiamo subito a bollire l'acqua per la pasta.
Intanto rosoliamo a fuoco medio e con un filo d'olio la cipolla tagliata a fettine non troppo sottili con un pizzico di sale per evitare che imbiondisca.
Ci interessa che cuocia ma senza prendere il colore ambrato.
Dopo circa 3 minuti aggiungiamo il tonno sgocciolato dall'olio e continuiamo a rosolare.
Intanto cuociamo gli spaghetti lasciandoli ovviamente al dente.
Scoliamo e saltiamo col condimento aggiungendo peperoncino 
a volontà e altro olio se dovesse servire.
Servire subito.

Ovviamente vi prego, non metteteci sopra il parmigiano.
Conosco persone che commettono questo sacrilegio e io proprio non riesco ad accettarlo!


martedì 23 ottobre 2012

GIRANDOLE ALLA NUTELLA



Oggi si inizia con la palestra.
Tanti buoni propositi che speriamo non finiscano in una nuvola di fumo.
Però...Sono positiva. Se l'anno scorso sono riuscita a imparare a nuotare, quest'anno posso riuscire a fare palestra fino ad aprile senza sbuffare o lamentarmi troppo. Spero.

Parliamo del dolce della foto che è meglio.
Confesso che da quando per l'MTC ho preparato il pane dolce mi sono appassionata alla preparazione dei dolci lievitati. Non so perchè, srichiedonopiù pazienza e quindi più amore, di conseguenza la soddisfazione al momento dell'assaggio sarà amplificata.
Questa ricetta l'ho rubata dalla CUCINA ITALIANA  di agosto 2012, ma il ripieno doveva essere fatto con una composta di fragoline di bosco, ma io ho optato per la Nutella. Credo non ci sia bisogno di spiegarvi il perchè....
Il risultato è un dolcetto delizioso e saporito ottimo per colazioni e merende.


GIRANDOLE ALLA NUTELLA

315 gr di farina
100 gr di burro
20 gr di lievito di birra (io16 gr)
100 gr di zucchero
100 gr di latte
2 tuorli
1 uovo
1 barattolo di Nutella

Sciogliamo il lievito nel latte tiepido con un cucchiaino di zucchero e lasciamo riposare per 10 minuti.
Mescoliamo l'uovo, i tuorli e lo zucchero, poi aggiungiamo la farina.
Impastiamo bene col latte.
Infine copriamo con della pellicola trasparente e un panno pulito, e mettiamo a lievitare per un ora.
Io accendo il grill del microonde per 3-4 minuti giusto per intiepidire l'ambiente e faccio avvenire lì la lievitazione.
Passata l'ora, meglio se un'ora e mezzo di lievitazione togliamo il burro dal frigo e tagliamolo a pezzetti.
Appena si sarà ammorbidito uniamo il burro all'impasto fino a farlo assorbire completamente.
Ora possiamo stendere la pasta in un rettandolo di circa 25 per 40 cm, la ricetta dice così ma io vi consiglio di stenderla più che potete e più sottile possibile perchè continuerà a lievitare molto.
Formiamo delle strisce larghe circa 4 cm e guarniamole con la Nutella.
Arrotoliamole e mettiamole a riposare in uno stampo in silicone con 6 incavi del diametro di circa 7 cm o come ho fatto io in cocottine di uguale diametro.
Lasciamo lievitare per un'altra ora (a me sono bastati 30 minuti) e inforniamo a 160°C per 30'.









venerdì 19 ottobre 2012

Cotoletta croccante di maiale con i cornflakes



Mi vergogno a mostrarvi una foto simile care amiche, ma la ricetta era talmente buona che non potevo  non condividerla con voi. Ho fatto alcuni scatti subito dopo la cottura tenendo il piatto con la mano sinistra il più possibile vicino alla luce, mentre urlavo a Stefano di venire a cenare. 
Se ripenso alla scena mi viene da ridere a crepapelle, chi non ci conosce potrebbe pensare che siamo proprio strani!
Ma torniamo al piatto che a dispetto della foto è a dir poco eccezionale.
Pochi ingredienti, 10 minuti e il piatto è pronto.


COTOLETTA CROCCANTE
DI MAIALE

x 2 persone:
2 bistecchine di maiale
1 uovo
4 cucchiai di cornflakes
farina
sale 
pepe
olio 


Sbricioliamo con le mani i cornflakes senza creare pezzi troppo piccoli.
Passiamo le bistecche nella farina, poi nell'uovo sbattuto salato e pepato, e infine nei cornflakes.
Cuociamo al microonde con impostazione crisp per 10 minuti condendo solo con un leggerissimo filo d'olio.
Per chi non l'avesse può usare il normale forno di casa o una padella larga, ma sempre riducendo al minimo l'olio che rischia di ungere troppo i cornflakes impedendo che diventino croccanti.






mercoledì 17 ottobre 2012

Pane alla patate, molto facile


Beate coloro che sanno preparare il lievito madre e creare impasti lievitati senza colpo ferire;
che hanno la pazienza di attendere i tempi di lievitazione senza sbirciare continuamente;
che azzeccano i tempi di cottura e non ottengono strani tipi di pane che sanno di lievito.
Quanto invidio queste massaie che con tanto impegno ottengono certe delizie...
Come avrete capito io non sono tra quelle.
Ci provo, ma il risultato non sempre è convincente, anzi, certe volte lo butto prima che qualcuno lo veda e mi chieda di assaggiarlo.
Meno male che stavolta mi è andata meglio. Pane di patate. E' stato facilissimo da preparare, il tempo di lievitazione è abbastanza corto e anche la cottura in forno non richiede particolari tecniche.
La crosticina è croccante e la mollica tenerissima, oserei dire che si scioglie in bocca.
Se raddoppiate la dose otterrete la quantità giusta per un paio di giorni, da congelare e tirare fuori al momento opportuno.

Ovviamente non ho saputo resistere e ho modificato la ricetta secondo i miei gusti. Troverete le mie modifiche tra parentesi.


Pane alle patate

250 gr di patate  (340 gr di quelle vecchie)
500 gr di farina (460 gr)
30 gr di olio extra vergine d'oliva (3 cucchiai abbondanti)
10 gr di zucchero semolato
250 ml d'acqua tiepida
1 cubetto di lievito di birra (16 gr)
1 cucchiaino di sale


Facciamo bollire le patate in acqua salata.
Intanto mettiamo il lievito con lo zucchero nell'acqua tiepida. Mescoliamo e lasciamo riposare.
Appena cotte, facciamo intiepidire qualche minuto prima di sbucciarle e passarle al passapatate.
Uniamo la purea di patate all'acqua col lievito.
Infine aggiungiamo la farina, l'olio e il sale.
Impastiamo bene per almeno 15 minuti fino a renderlo omogeneo, poi lo mettiamo a lievitare coperto da un foglio di pellicola trasparente e un canovaccio per circa 1 ora.
Per la lievitazione io ho scelto il forno a microonde: accendo il grill per circa 4 minuti e poi spengo tutto e metto a riposare il mio impasto; in questo modo l'ambiente è tiepido ma non rovente.
Dopo il tempo stabilito, tiriamo fuori l'impasto e lavoriamolo per circa 5 minuti, giusto il tempo di eliminare le bolle d'aria e creare 4-5 pagnotte.
A questo punto mettiamo a cuocere a 200°C per 15 minuti.


domenica 14 ottobre 2012

Il pandolce per l'MT Challenge: in due versioni...

Io di cultura ebraica ne so pochissimo, e le uniche nozioni che possiedo le ho acquisite guardando Sex and the City. Avete presente quando Charlotte decide di farsi ebrea in previsione del suo matrimonio con Harry?
Immaginate quello che so della cucina...
Questo non ha fermato la mia curiosità e la mia voglia di mettermi alla prova con la rivisitazione di un pane dal valore simbolico fortissimo, simbolo dello Shabbat e della convivialità ad esso correlata.
Ho scoperto che si prepara in dose doppia a rappresentare la manna che il venerdì scendeva dal cielo in dose doppia perchè il sabato non si poteva raccogliere e che i semi di papavero con cui si cosparge la superficie indicano la manna stessa, che Dio generosamente donava agli uomini.

La sfida dell'MT stavolta è carica di emozioni e significato, almeno per me.
Come da regolamento ho usato la ricetta di Eleonora che vi riporterò con un velocissimo copia e incolla, personalizzando il ripieno con due gusti differenti visto che Stefano di confettura non ne vuole neanche sentir parlare.



PANDOLCE DEL SABATO


per due trecce ripiene:

500 gr di farina 0

2 uova grandi medie (circa 60-62 gr con il guscio)



100 gr di zucchero
20 gr di lievito di birra 
125 ml di acqua tiepida
125 ml di olio extra vergine d'oliva
10 gr di sale
un tuorlo d'uovo
un cucchiaio di acqua
semi di sesamo e papavero


Prima di tutto e importantissimo, setacciare la farina.
Sciogliere il lievito nell'acqua tiepida insieme a un cucchiaino di zucchero e far riposare una decina di minuti fino a far formare una schiuma. Mischiare la farina, il sale e lo zucchero e versarci il lievito e cominciare ad impastare, versare poi l'olio e per ultimo le uova, uno ad uno, fino alla loro incorporazione. Lavorare fino a che l'impasto si stacchi perfettamente dalla ciotola, lasciandola pulita.
Lasciar lievitare per almeno due ore, dopodichè, sgonfiare l'impasto e tagliarlo in due parti uguali. Tagliare poi ognuna delle parti in tre.
Stendere su un piano infarinato ognuna delle parti lunghe circa 35 centimetri e larghe 15. Spargere il ripieno.

Arrotolarle poi sulla lunghezza, in modo da ottenere tre lungi "salsicciotti".
Unirli da un capo e cominciare ad intrecciare.
Ripetere l'operazione per la seconda treccia. Adagiare le trecce su una placca da forno unta di olio. Lasciare lievitare ancora due ore. 
Sbattere il tuorlo d'uovo con un cucchiaio di acqua e spennellarlo sulla superficie; spolverare di semi di sesamo o papavero.
 Infornare in forno già caldo e STATICO a 200°C per circa 15-20 minuti.



PANDOLCE ALLE TRE CONFETTURE


 In questo caso mi sono divertita a riempire la mia treccia con tre tipi di confettura diversa usando le mini dosi alla fragola, ciliegia e albicocca. Purtroppo è difficile tenerla dentro i "salsicciotti" evitando che sfori da tutte le parti durante la cottura, ma il risultato anche se non bellissimo è sicuramente molto piacevole.

Condimento realizzato con:

3 mini dosi di confetture diverse
3 cucchiai di differenti confetture in barattolo





PANDOLCE SIMIL NUTELLA


L'altra versione del mio pandolce avrei voluto fosse alla Nutella ma essendo il latte vietato in questo caso ho dovuto optare per una versione home made che mi ricordasse quel sapore delizioso.
Allora ho unito dell'ottimo cioccolato extra fondente con delle nocciole, e voilà, il gusto perfetto!
Dalle foto si vede che non ho saputo resistere (basta notare il cioccolato ancora sciolto) e appena tolto dal forno ho tagliato il mio pan dolce, ho fatto gli scatti necessari e mi sono lasciata tentare da una fetta di paradiso. Bastava veramente poco per completare una ricetta già ottima di suo.


Ripieno realizzato con:

3 cucchiai abbondanti di cioccolato extra fondente tritato
3 cucchiai colmi di nocciole tritate